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Rapinata in strada a 87 anni da due uomini

A Montelupo le hanno strappato collanina e orecchino. La nipote: «Aiutata da un passante. Vorrei rintracciarlo, può aiutare la polizia»

MONTELUPO. Era appena salita in macchina, alle 9.30 di una mattina qualsiasi. Ha fatto appena in tempo a chiudere lo sportello, che un uomo (in compagnia di un altro) le ha messo una mano al collo – come per strozzarla – e le ha strappato la catenina d’oro e l’orecchino che portava all’orecchio sinistro. Vittima della rapina una 87enne di Capraia, Cosetta Cantini, che si è trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. È accaduto lunedì 6, al parcheggio della stazione ferroviaria di Montelupo che costeggia la Pesa. Cosetta aveva parcheggiato lì, poi era andata a comprare il giornale, a sbrigare alcune commissioni e a fare due passi, come aveva fatto mille altre volte, in tutta tranquillità. Ma stavolta la sua mattinata ha avuto un epilogo diverso: due uomini, dell’età apparente di 30-35 anni, di carnagione bianca, l’hanno aggredita.Non hanno proferito parola. Uno dei due le ha messo la mano al collo per rubarle i gioielli che indossava, strappandoli con forza. Un’azione fatta con aggressività, senza curarsi dell’età avanzata della donna. La quale è rimasta scioccata e ha fatto ricorso alle cure dell’ospedale di Empoli: qui i medici l’hanno visitata e poi dimessa con una prognosi di 6 giorni, con ematomi e contusioni a collo, braccia e gambe.

Per fortuna niente di rotto, anche perché l’anziana ha scelto bene di non reagire dinanzi ai due. Dopo esser stata rapinata non ha potuto far altro che gridare aiuto, facendo scappare i due malviventi: è stata soccorsa da un passante, che per alcuni istanti ha anche provato a seguirli ma poi i due si sono dileguati, in direzione della stazione. Un uomo – all’apparenza un trentenne – che l’ha aiutata e consolata, ma poi ha fatto perdere le sue tracce. La famiglia (e la polizia, che cura le indagini) si rivolgono a lui: «Mia zia – racconta la nipote, Elisabetta Cantini – ha rischiato ma per fortuna non ha riportato fratture. Ha trovato quest’uomo che per caso passava di lì, che le ha dato una mano, ma poi l’ha perso di vista. Ha detto che aveva 30-35 anni, non si ricorda altro. Ci piacerebbe che si facesse avanti, perché potrebbe aver visto qualcosa di utile alle indagini. Perché cose del genere non possono accadere e quando accadono vanno denunciate, sennò non cambia nulla e la fanno franca sempre».

La nipote, poi, torna sui rischi corsi dall’anziana zia: «Non si può non essere liberi di andare un lunedì mattina a fare due passi, se poi ti trovi con le mani al collo mentre sali in macchina. Non è accettabile, soprattutto in pieno giorno. Spero che le forze dell’ordine riescano a trovarli». Parole dettate da una rabbia più che comprensibile, perché la signora avrebbe potuto riportare conseguenze ben peggiori,

di tipo fisico. D’altronde i malviventi hanno agito come macchine, anche dinanzi ad una donna che poteva essere la loro nonna. L’hanno quasi certamente seguita, hanno valutato che quella poteva essere una vittima facile e sono entrati in azione, praticamente a colpo sicuro.
 

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