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Task-force a Bassa contro il bracconaggio

Dopo le segnalazioni scattano i controlli a tappeto  di carabinieri e guardie Wwf nella zona della pescaia

CERRETO GUIDI

Una task force, per cercare di stroncare il fenomeno della pesca abusiva in Arno, in particolare nell’area della pescaia di Bassa (territorio di Cerreto Guidi). Ad entrare in azione sono stati i carabinieri forestali di Empoli, insieme a quelli della stazione di Cerreto Guidi e alle guardie giurate del Wwf.

Un’azione di contrasto al bracconaggio, che i carabinieri stanno portando avanti in tutta Italia, in seguito all’emergenza bracconieri nel fiume Po. I carabinieri forestali hanno “preso in cura” la pescaia di Bassa da giugno, dove da tempo sono arrivate segnalazioni: questo perché qui è proibito il prelievo ittico, escludendo pesci gatto e siluri. La Regione Toscana qui ha istituito una zona “No kill”, che appunto non prevede il prelievo ma solo il reinserimento in acqua dei pesci.

Ma, visto che nella pescaia il pesce abbonda per la conformazione del corso del fiume, c’è chi ha preso la pescaia come un banchetto a cielo aperto, dove pescare a strascico senza nessun tipo di preoccupazione. E allora i forestali sono entrati in azione, con tutta una serie di controlli per scoraggiare questa pratica. Considerato che a Bassa c’è questa briglia che ostacola la libera risalita della fauna ittica e produce, in particolare durante i mesi estivi, una consistente concentrazione di pesce a valle della stessa, in particolare del muggine (Cefalo calamita), la Regioneha appunto istituito nel febbraio scorso la zona di protezione, che si estende su entrambe le rive dell’Arno, dalla pescaia in località Bassa a valle per 450 metri fino alla confluenza con il Rio Carigana. I controlli proseguiranno per tutto il periodo della presenza dei muggini (per tutta l’estate), così da scoraggiare i pescatori di frodo, che devono iniziare a sentire il fiato sul collo delle autorità. Perché, come segnalato più volte, questi “pescatori” vengono via da Bassa con interi freezer portatili pieni di muggini, che poi vengono rivenduti o usati per la propria alimentazione. Un qualcosa di altamente sconsigliabile, visto che il pesce non è tracciato né analizzato. Ma la disperazione mista al non rispetto delle normative, fa questo e altro. Che poi pescatori autorizzati avevano lamentato di esser stati “scacciati” dai colleghi di frodo, che non vogliono che qualcuno

ficchi il naso nei loro affari. L’attività dei carabinieri forestali rientra tra i compiti di vigilanza e controllo sulla pesca nelle acque interne, al fine di verificare il rispetto della normativa del settore, previsti dalla convenzione con la Regione Toscana. —

M.S.

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