Quotidiani locali

a montaione 

Villa e fornace a S. Antonio rispunta la “città” romana

Lo scavo archeologico si allarga a dimostrazione della sua importanza Realizzata anche una ricostruzione dei mosaici trovati in tre dimensioni 

MONTAIONE

Una villa romana e una fornace, risalenti rispettivamente al secondo e al sesto secolo dopo Cristo. Sono queste le ipotesi che sembrano trovare importanti conferme nello scavo della località di Sant'Antonio. Lo scavo cominciato nel 2013 cresce a vista di occhio e in questi giorni si apre, per la prima volta, al pubblico che ha risposto con grande interesse a questa importante scoperta. Lo scavo è destinato a riservare ulteriori sorprese, sviluppandosi su due fronti, uno che guarda verso il paese di Montaione, l'altro verso il bosco. Una villa, le terme e una fornace, un puzzle di elementi che si aggancia alla cisterna romana distante poche centinaia di metri, testimonianza concreta di una area ben sviluppata.

L'associazione archeologica della Valdelsa Fiorentina, che ha ricevuto la delega della titolarità dell'incarico dal Comune di Montaione grazie all'ok della Soprintendenza non ha dubbi sul fatto che questo scavo possa rappresentare una vera e propria eccellenza per il territorio. Il terreno dove sorge questo scavo appartiene a un privato e trae spunto da uno dei massimi esperti italiano, Giuliano De Marinis. In un primo momento, infatti c'è stata la massima segretezza rispetto all'entità del ritrovamento archeologico e anche sul luogo esatto dove sono emersi i resti di quello che sembra essere appunto un insediamento importante. Potrebbe essere stata costruita e utilizzata dal secondo secolo fino al sesto secolo dopo Cristo. Quello che è noto riguarda la presenza anche di un calidarium, le antiche terme. Una villa molto particolareggiata, dove non mancano materiali di pregio e decorazioni che adesso arricchiscono il museo civico di Montaione. Inoltre anche di recente alcuni contadini hanno visto emergere dal terreno pezzi di mosaico che sono stati immediatamente consegnati in Comune. Tutte le fasi di questo percorso sono seguite dall'associazione archeologica della Valdelsa Fiorentina e dalla Sovrintendenza.

Al lavoro su questo scavo vi è un team coadiuvato da sei studenti universitari di Firenze. La prima priorità è stata quella della sistemazione dell'area archeologica in modo da renderla il più possibile riparata dalle piogge. L'area di scavo è stata individuata ed è ritenuta di "particolare interesse". In prima battuta è stato effettuato il rilievo complessivo di tutte le strutture emerse, il calidarium (le antiche terme romane) e gli ambienti annessi. Grazie a particolari strumenti è stata inoltre realizzata una ricostruzione di alcuni mosaici in 3 dimensioni. I prossimi passi prevedono di ampliare l'area d'indagine andando ad individuare i "perimetri degli edifici annessi alle terme" e proseguire così le ricerche in modo da poter conoscere i resti di tale struttura e la sua cronologia di deposito archeologico ricostruendo la sua storia. I resti di una fornace sono emersi recentemente e sono la testimonianza di resti che in Europa non si trovano. Per la sua costruzione sono stati utilizzati

i materiali della villa.Intorno alla metà di settembre saranno infatti posizionati i teli per ricoprire l'area e tornare poi nel 2019 a scavare. L'amministrazione comunale infatti stanzia mediamente 10mila euro come supporto economico per lo scavo. —

GIACOMO BERTELLI

TrovaRistorante

a Empoli Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro