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Un centro culturale nell’edificio fantasma: al via il cantiere da oltre 150.000 euro

A settembre i lavori nell’ex casa del fascio a Santa Maria, è il secondo step dopo il consolidamento dell’immobile

EMPOLI. Ex casa del fascio a Santa Maria, il progetto va avanti: il Comune di Empoli – proprietario dell’immobile – ha infatti aggiudicato in via definitiva i lavori di restauro dell’edificio, secondo stralcio di un intervento che ha già visto il necessario consolidamento di una struttura fino ad allora fatiscente e abbandonata.

L’amministrazione comunale guidata dalla sindaca Brenda Barnini spenderà oltre 150.000 euro per rendere fruibile l’edificio di via Livornese, inaugurato nel 1932 – nel bel mezzo del Ventennio – e che dopo la seconda guerra mondiale aveva ospitato anche la casa del popolo.

Centocinquantamila euro che si vanno ad aggiungere ai 100.000 già spesi per la prima fase, quella del consolidamento strutturale. Il cantiere - come si legge nella determina firmata dal dirigente Paolo Pinarelli - sarà portato avanti da una ditta di Campi Bisenzio, la Oplonde (che ha offerto la percentuale di ribasso del 29,03% sul prezzo posto a base di gara di 182.000 euro esclusi oneri della sicurezza ed Iva), per circa un anno.

Lavori che inizieranno dopo le ferie estive – a settembre – e che si protrarranno appunto per circa dodici mesi.

La struttura ha anche un piccolo anfiteatro, sul cui futuro l’amministrazione deve decidere cosa fare. Così come sarà fondamentale capire quale destinazione avrà la struttura stessa, una volta resa utilizzabile a scopo pubblico: per questi motivi amministrazione, popolazione e soci della casa del popolo decideranno assieme, affinché l’ex casa del fascio sia quanto più possibile inserita nel contesto sociale del popoloso quartiere empolese.

Il fabbricato principale è ad un solo piano ed ha una superficie coperta di 190 metri quadrati. Il fronte posteriore si affaccia su di un resede sul quale insistono alcuni annessi di settanta metri quadrati.

Da via Livornese si accede ad un ingresso che distribuisce i due saloni, i quali torneranno a essere uniti e poi saranno destinati a servizio di attività legate alla lettura e prestito del libro, per la realizzazione di progetti concepiti in accordo ed a supporto dei servizi bibliotecari comunali.

L’edificio fu inaugurato nel 1932 e al termine della seconda guerra mondiale cominciò ad essere utilizzato come casa del popolo, finché negli anni cinquanta si cominciò a costruire quella nuova. Successivamente l’immobile, che era di proprietà del Demanio, è stato abbandonato e nel 2002 è divenuto proprietà del Comune.

Nel 2014 i residenti avevano messo su una raccolta firme e nel 2015 avevano addirittura scritto al ministro dei beni culturali Dario Franceschini. L’edificio ospita anche un significativo affresco di Sineo Gemignani, nel quale uno schiavo spezza le catene.


Ora si arriva alla fase della svolta, dopo sedici anni dalla presa in carico da parte dell’amministrazione di via Del Pap.

Santa Maria avrà un nuovo edificio a vocazione culturale, accanto ad una delle case del popolo più frequentate della zona. 
 

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