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Il sogno di Claudia esaudito dai suoi angeli: sposa in ospedale il giorno prima di morire

Il matrimonio organizzato in poche ore al San Giuseppe di Empoli per merito della mobilitazione di medici, infermieri e amici. Il marito: «Grazie di cuore a tutti avete donato un sorriso a una donna coraggiosa»

Si sposa in ospedale il giorno prima di morire: l'amore eterno di Claudia e Emilio Il sogno di Claudia Quartieri, 41 anni, e di suo marito Emilio Folco è stato esaudito grazie alla prontezza dei medici e i sanitari del San Giuseppe di Empoli. Claudia era malata di tumore. Inizialmente dovevano sposarsi nel 2019, ma dato il rapido peggioramento delle condizioni di lei sono stati costretti ad anticipare la data. Un'ora dopo il sì Claudia si è addormentata, il giorno dopo è morta (a cura di Andrea Scutellà) LEGGI L'ARTICOLO.

EMPOLI. Ha combattuto come una guerriera. Alla fine il male è riuscito a portarsela via, a 41 anni. Ma ha vinto lei. Comunque. Perché ha trasmesso a chi le è rimasto a fianco, il suo coraggio, che si è tradotto in un moto di solidarietà. E grazie a tutti loro ha coronato il sogno di sposare il suo Emilio, il giorno prima di morire, in un letto di ospedale. Un’ora dopo aver detto “sì” alla sua maniera (“certo che lo voglio”), si è addormentata, per poi andarsene portandosi con sé l’abito da sposa, che indosserà per sempre, insieme alla fede nuziale che suo marito stringe con le lacrime agli occhi, mentre racconta una straordinaria storia d’amore.

L'AMORE SBOCCIATO... CON UN GIOCO

Le vite di Claudia Quartieri ed Emilio Folco si incrociano nel 2011, grazie a Kingdoms of Camelot, un gioco online. Lui vive a Cascina, è un ferroviere, appassionato di videogame. Lei abita con la famiglia a Sovigliana (dopo essere cresciuta a San Miniato) e lavora nell’azienda di gioielli Testi, a Empoli. Gioca spesso, per distrarsi da quel maledetto tumore che ha stravolto la sua vita. Emilio organizza un raduno di giocatori a Firenze; è lì che si incontrano per la prima volta. Con il tempo (e i raduni), si conoscono meglio; nel frattempo lei si separa, lui e la fidanzata si lasciano. L’anno dopo vanno a vivere insieme.

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Claudia si divide tra quell’amore travolgente e la battaglia contro il male, che nel frattempo avanza inesorabile. Ma guai ad arrendersi. I due rilanciano: «Ci sposiamo nel 2019, il 17 febbraio, nel giorno del nostro anniversario», dicono agli amici.

IL MATRIMONIO E LA MALATTIA DI CLAUDIA

Poi però le cose vanno diversamente. A Natale 2017, le condizioni di Claudia peggiorano rapidamente; passa dall’ospedale di Pontedera a quello di Pisa. Dove i medici fanno capire a Emilio che non le resta molto tempo. E allora fissano una nuova data: 29 luglio 2018. I familiari e gli amici organizzano tutto: inviti, bomboniere, abiti, fedi. Fino all’addio al nubilato, in camera da letto di Claudia, che ormai è stremata, ma trova l’energia per sorridere e brindare con una bottiglietta d’acqua, per posare nelle foto-ricordo.

Poche ore dopo, però, inizia a respirare male. La mattina di venerdì 20 luglio viene portata al pronto soccorso. Arriva un’altra bastonata: le restano pochissimi giorni. I medici sanno del matrimonio e la ricoverano con la speranza che le terapie le permettano di esaudire il suo sogno. Ma la situazione precipita. Sabato mattina, la dottoressa Francesca Maggi si rende conto che ormai restano poche ore. Parla con Emilio e organizza la cerimonia. Il reparto di medicina si mobilita: c’è chi si offre per fare da testimone, chi raccoglie i soldi per il bouquet. Lo sposo avverte gli amici, il “sì” è programmato alle 12.30. Claudia sa che sta per andarsene, ma trova la forza di fare un regalo al suo «uomo perfetto»: un video-messaggio, in cui gli fa forza, gli dice di andare avanti: «È il mio regalo di matrimonio». Poi lo sposa, trova ancora l’energia per fare un sorriso, mentre è circondata da amici, familiari e sconosciuti dal cuore grande. Il sogno è realizzato: «Sono stanca», sussurra a Emilio. Chiude gli occhi. Non li riaprirà più. Se ne va il giorno dopo. Lunedì l’addio, nella chiesa di Sovigliana, sulle note di A Thousand Years di Christina Perri. In abito da sposa, in mezzo a tanti palloncini bianchi. 

La foto scattata subito dopo il...
La foto scattata subito dopo il matrimonio celebrato all'ospedale di Empoli

IL DOLORE DEL MARITO: "GRAZIE A TUTTI DI CUORE"

Scorre le foto sul cellulare, guarda la fede al dito, la tocca. Racconta la sua straordinaria storia d’amore con orgoglio. Il dolore è immenso, ma Claudia è riuscita ad esaudire il suo desiderio grazie all’impegno, alla solidarietà, all’amicizia e all’amore di tante persone. Che ora Emilio vuole ringraziare, perché hanno «donato l’ultimo sorriso a una donna coraggiosa». A cominciare «dai medici, per esempio. Dalle dottoresse Paola e Francesca del pronto soccorso di Empoli, che l’hanno visitata venerdì, fino alla loro collega Francesca Maggi, un angelo vero caduto dal cielo, che si è impegnata in prima persona per organizzare il matrimonio e a tutto il reparto A2 al quinto piano dell’ospedale San Giuseppe, a cominciare dagli infermieri che si sono offerti di fare i testimoni.

Un pensiero particolare va a Simone Giglioli di San Miniato, grande amico di Claudia, che avrebbe dovuto celebrare il nostro matrimonio il 29 luglio e che si è adoperato, insieme ad altri – a cominciare dal sindaco di Vinci – Giuseppe Torchia , per contattare la sindaca Brenda Barnini , a sua volta straordinaria sul piano umano: è arrivata subito, si è seduta accanto a me e ha ascoltato la nostra storia prima di celebrare il matrimonio. Mi ha fatto molto piacere anche il gesto dell’azienda Testi, che ha lasciato liberi i dipendenti di venire a dare un ultimo saluto a Claudia anche durante l’orario di lavoro, senza vincoli. E poi penso ad altre persone straordinarie, come l’ex marito e la figlia di mia moglie, la zia Giuseppina Romano; Cristina Nigrelli, artefice di tutti i preparativi  e Gabriella Scarinci , amiche di Claudia, che sono sempre rimaste al suo fianco».

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