Quotidiani locali

Vai alla pagina su Lavoro, Toscana economia

Crisi della ex Cla: 50 lavoratori lasciati senza aiuti da 4 mesi

Dopo l’accordo, non hanno avuto accesso né alla Naspi, né agli incentivi Protesta e presidio di fronte alla giunta regionale in piazza Duomo a Firenze 

FIRENZE. «Non so come andrà a finire. Vediamo cosa succede la prossima settimana», dice la segretaria regionale di Fillea Cgil Giulia Bartoli. «Venerdì prossimo faremo un altro incontro», aggiunge il consigliere del presidente Enrico Rossi per i problemi del lavoro Gianfranco Simoncini. Tutto rimandato a venerdì 20 luglio. Sempre in Regione. La vertenza Cla (ex Consorzio Etruria) di Montelupo Fiorentino è ancora tutta da risolvere. L'incontro a Palazzo Strozzi Sacrati tra Gianfranco Simoncini, il liquidatore ministeriale Carlo Bossi, la direzione risorse umane di Sicrea e Giulia Bartoli non ha portato nessun cambiamento positivo. All'inizio il liquidatore e Sicrea sono rimasti sulle loro posizioni, poi si è aperto qualche spiraglio, ma niente di più. Insomma. Tutto è rimandato all'incontro di venerdì prossimo. E non è detto che sia l'incontro risolutivo. A rimanere con il cerino in mano sono una cinquantina di lavoratori licenziati da Cla (dei 76 complessivi) che non hanno trovato una nuova collocazione.

La loro situazione è paradossale. L'ultima busta paga risale al mese di aprile. Sono licenziati, ma non possono accedere alla Naspi perché si trovano nel periodo di preavviso. Non hanno diritto all'incentivo in uscita perché il passaggio da Cla all'azienda Sicrea di Modena è avvenuto solo per l'affitto di un ramo di azienda riferito ad un cantiere pubblico nel Comune di Montignoso. Non sono né carne né pesce e sono costretti a tirare avanti intaccando i risparmi di famiglia. Un bel problema.

E ora? “Niente Sicrea. Tutto si trasforma. Cla = Lca!?!”. Dicono i lavoratori con quello striscione al presidio davanti alla sede della giunta regionale. Ci scappa pure il saluto comunista. Certo. Non guasta mica un po' di sana autoironia visto l'imbuto in cui sono finiti dopo la crisi dell'azienda di costruzioni. Ma il problema rimane.

L'accordo sulla mobilità firmato il 14 maggio in Regione tra Fillea Cgil, l’azienda e Sicrea non è stato rispettato. Dopo il licenziamento del 16 maggio i lavoratori che non avevano trovato una nuova collocazione dovevano essere convocati, uno a uno, entro il 30 giugno. Due le proposte alternative: “ti do 6mila euro e te ne vai subito” oppure “ti do 10mila euro in tre rate, ma rimani a disposizione per un anno nel caso ci fosse bisogno di te in un cantiere”. Due alternative secche e i lavoratori erano d'accordo.

Ma siamo al 13 luglio e non si è fatto vivo nessuno. Chi li doveva convocare? Li doveva chiamare Cla, ma si trova in una procedura di liquidazione coatta amministrativa e di commissari liquidatori ne ha visti passare due: prima c'era il presidente Fabrizio Davoli, ora tocca al ministeriale Carlo Bossi.

Ma i lavoratori non sono stati chiamati e continuano a rimanere nel limbo. Con alcune eccezioni. Sicrea ha assunto gli otto lavoratori che si

trovavano nel cantiere di Montignoso in quanto rilevati nell'affitto del ramo di azienda. Ha preso altri venti lavoratori perché si sono dimessi da Cla rinunciando all'incentivo in uscita. Rimangono nel limbo gli altri. Ma non sanno che fine faranno perché l'accordo del 30 giugno non decolla

TrovaRistorante

a Empoli Tutti i ristoranti »

Il mio libro

NARRATIVA, POESIA, FUMETTI, SAGGISTICA

Pubblica il tuo libro