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Villa romana con le terme, Sant'Antonio riserva sorprese

Lo scavo archeologico sta delineando un insediamento molto più importante rispetto a quello ipotizzato all’inizio, ritrovati pavimenti di marmo e mosaici

MONTAIONE. Lo scavo di una imponente villa romana a Montaione sta attirando sempre di più l'attenzione di esperti e anche della stessa amministrazione comunale che adesso si interrogano più che mai su cosa si possa trovare in questo lembo di terra in località Sant'Antonio. E' stato lo stesso sindaco, Paolo Pomponi, a porsi questa domanda, assieme all'assessore alla cultura, Elena Corsinovi, dopo aver visitato uno scavo per i quali il Comune stanzia annualmente un paio di migliaia di euro per supportarlo. Una imponente villa romana con un impianto termale annesso o qualcosa di diverso? Questo è l'interrogativo del sindaco Pomponi che annuncia anche le prime visite guidate al sito, divisi in due momenti: agli inizi di agosto in concomitanza con l'evento della 'Cisternata', poi agli inizi dell'anno scolastico per consentire agli alunni di poter ammirare questo splendore. «Questo luogo può trasmettere emozioni incredibili, immaginatevi di poter accarezzare il perfetto pavimento in marmo del tepidarium, antico di quasi 2mila anni, non lascia indifferenti. Un simile patrimonio deve essere conosciuto e goduto dai montaionesi specialmente dai più giovani» prosegue il primo cittadino.



Il terreno dove sorge questo scavo appartiene a un privato e in un primo momento c'è stata la massima segretezza rispetto all'entità del ritrovamento archeologico e anche sul luogo esatto dove sono emersi i resti di quello che sembra un ritrovamento importante. Potrebbe essere stata costruita e utilizzata dal secondo secolo fino al sesto secolo dopo Cristo. Quello che è noto riguarda la presenza anche di un calidarium, le antiche terme. Tutte le fasi di questo percorso sono seguite dall'associazione archeologica della Valdelsa Fiorentina e dalla Sovrintendenza. Al lavoro su questo scavo vi è un team coadiuvato da giovani studenti universitari. La prima priorità è stata quella della sistemazione dell'area archeologica in modo da renderla il più possibile riparata dalle piogge. L'area di scavo è stata individuata ed è ritenuta di "particolare interesse". In prima battuta è stato effettuato il rilievo complessivo di tutte le strutture emerse, il calidarium (le antiche terme romane) e gli ambienti annessi. I reperti rinvenuti saranno sistemati da volontari durante il periodo di scavo. Grazie a particolari strumenti è stata inoltre realizzata una ricostruzione di alcuni mosaici in 3 dimensioni. I prossimi passi prevedono di ampliare l'area d'indagine andando ad individuare i "perimetri degli edifici annessi alle terme" e proseguire così le ricerche in modo da poter conoscere i resti di tale struttura e la sua cronologia di deposito archeologico ricostruendo la sua storia.
 

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