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La rinascita dal baratro è possibile, lo dimostra il “miracolo” della Italnastri

La rinascita dal baratro è possibile, lo dimostra il “miracolo” della Italnastri

A Cerreto Guidi la storica azienda è stata rilevata da una holding. La Rsu: «All’inizio non c’era lavoro ma a noi non è mai mancato lo stipendio»

CERRETO GUIDI. Nemmeno dieci mesi fa era un'azienda in procinto di chiudere, trascinando con sé tutti e trenta i suoi dipendenti. Adesso, portato a termine il processo di acquisizione da parte di una holding costituita da tre nuovi soggetti, la Italnastri di Cerreto è tornata ad affermarsi sul mercato come realtà produttiva di grande eccellenza e allo stesso tempo a mantenere tutto il proprio personale. In mezzo ci sta quello che gli stessi lavoratori definiscono «un vero e proprio miracolo», un'operazione di ristrutturazione e rilancio come poche se ne vedono in un panorama dominato da crisi e fallimenti.

La bella storia della Italnastri, azienda di materiali autoadesivi per etichette, comincia proprio da qui, dalla crisi e dall'apertura di un concordato fallimentare nell'ottobre dell'anno scorso. Quello che era stato un marchio leader con oltre quarant'anni di storia era arrivato, infatti, alle fine del 2017 con difficoltà che non sembravano più sanabili. I libri in tribunale erano il preludio alla chiusura e alla perdita del posto di lavoro per tutti i dipendenti. Ma a riaccendere la speranza a quel punto ci ha pensato una holding costituita da tre soggetti: Sherekan Group srl, Ms Distribution Se e Rossella srl (partner industriale e leader nel mercato dei liner siliconati). Quell'azienda, secondo l'amministratore delegato Karim Shahir Barzegar e i suoi soci Andrea Minazzi e Giuseppe Varlonga, poteva ancora tornare ad essere quel punto di riferimento che era stato in passato. E così hanno deciso di affittare il ramo d'azienda per provare ad invertire il trend. «Un lavoro difficile – racconta Marisol Stassi, responsabile sviluppo mercato estero – che ha richiesto dei mesi. Quando la nuova società è subentrata, infatti, molti dei clienti storici di Italnastri erano stati persi e soprattutto per troppo tempo non si era investito sulle risorse interne all'azienda. Il primo impegno del nostro amministratore delegato e della nuova società è stato proprio questo, riconsolidare e riconquistare quote di mercato e clientela. E questo è stato possibile investendo su un nuovo reparto commerciale e dando responsabilità a tutti i dipendenti dell'azienda, facendoli sentire parte di un progetto con un obiettivo da raggiungere».

L'intuizione che la Italnastri non era un'azienda decotta, ma una realtà produttiva con grandi margini era stata giusta. Così, mentre il management redigeva il piano industriale e lo presentava a vecchi e nuovi clienti, i dipendenti tornavano a credere nella loro azienda. «Già dal giugno dello scorso anno ci eravamo accorti che c'era qualcosa che non andava – spiega Massimo Zirone, lavoratore e rappresentante sindacale Cgil dell'azienda – poi la realtà della crisi che la vecchia proprietà stava vivendo si è palesata e a ottobre sono stati portati i libri in tribunale e la ditta messa in liquidazione. Per noi sono stati mesi molto difficili, pieni di interrogativi e preoccupazioni. Negli ultimi anni molti dei nostri clienti storici se ne erano andati e il lavoro era calato rispetto al passato, ma la scorsa estate è stato il periodo peggiore di tutti, un vero e proprio incubo. Quando sono arrivati i nuovi acquirenti abbiamo ritrovato la fiducia, anche se non sapevamo cosa sarebbe successo. La nuova proprietà ha voluto confermare tutto il personale, nonostante all'inizio non ci fossero ordinativi: siamo stati impiegati in lavori di manutenzione, verniciatura, giardinaggio. Ma non è mai mancato uno stipendio. Nel frattempo, nel corso dei mesi si è consolidato un vero e proprio miracolo grazie al lavoro dell'amministratore delegato e del consiglio dei soci. E adesso siamo tornati a produrre». L'azienda è tutt'ora in fase di crescita con le tappe del piano industriale che vengono di volta

in volta completate. L'ultima in ordine di tempo è stata la definitiva acquisizione della Italnastri da parte della nuova società alla fine di giugno scorso. Terminata la fase di ristrutturazione, seguirà un nuovo piano di sviluppo con possibilità di inserire nuove risorse nei vari reparti.

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