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Pesca di frodo in zona protetta, razzie continue e liti tra pescatori

Vicino a Cerreto Guidi, i numerosi prelievi illegali di muggini vengono fatti con il metodo a strappo. E c’è anche chi viene scacciato da quelli che fanno incetta con frigo portatili

CERRETO GUIDI. Muggini nel… mirino, di disperati e pescatori di frodo. A Bassa di Cerreto Guidi, dove c’è una delle più grosse pescaie prima di arrivare in Arno, da tempo il pesce viene prelevato in maniera illegale, visto che qui la Regione Toscana ha individuato una zona “No kill”, nel senso che il pesce pescato va subito reinserito in acqua (ad eccezione di siluri e pesci gatto). La pescaia è uno sbarramento di un corso d'acqua fatto per catturare i pesci, oppure per contenere o deviare le acque. Un tratto di fiume, insomma, che pullula di specie ittiche: muggini, cavedani, pesci gatto, siluri, carpe e carassi. E questo deve esser giunto all’orecchio di chi ha deciso di approfittarne. Perché c’è chi ha visto persone andar via coi frigoriferi portatili pieni di muggini, il che è decisamente proibito.

Il metodo praticato è quello “a strappo”, con le ancorine messe lungo la lenza. Così facendo abboccano decine di muggini, che finiscono nei frigoriferi (e poi chissà dove). Perché visto che ne vengono prelevate decine e decine di chili alla volta, viene difficile da pensare che vada tutto in autoconsumo, per colmare problemi di indigenza alimentare. Chi pesca (e non rilascia) i muggini, poi li rivende su un mercato parallelo. Con tutti i rischi del caso, visto che i pesci in questione non sono certo oggetto di analisi e controlli sul loro stato di salute.
La situazione di emergenza è stata denunciata anche dalla pagina Facebook “Tutela acque Toscana”, che segnala situazioni anomale che riguardano i corsi d’acqua di tutta la Regione. Come in questo caso, dove i pescatori “onesti” vengono “scacciati” da quelli che fanno incetta di muggini e non li ributtano in acqua. A niente servono i cartelli che sono stati affissi da tempo, che evidenziano come quella della pescaia di una zona “No kill”, ad eccezione di siluri e pesci gatto. Le autorità controllano, ma non possono presidiare costantemente l’area; e così chi vuole fare pesca di frodo basta solo che si apposti e scelga il momento giusto, che nella pescaia è come sparare nel mucchio. Il muggine, che fuori dalla Toscana è chiamato comunemente cefalo, è uno dei pesci più diffusi e più pescati su tutto il territorio. Si nutre di ogni tipo di invertebrato che vive sul fondale ed anche di materiale organico in decomposizione. Si alimenta sul fondo anche se è comune incontrarlo in superficie. Con le sue carni vengono preparate

ricette prelibate, ma non con quelli che risalgono l’Arno; con le sue uova, invece, viene preparata la bottarga di muggine, una “chicca” per gli appassionati del genere. Di sicuro, però, l’utilizzo a livello alimentare di questi pesci d'Arno lascia sicuramente più di un dubbio.
 

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