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In via Lucchese a Empoli come in pista: "Abbiamo paura"

La rabbia dei residenti per i troppi incidenti: "Marciapiedi e autovelox sono necessari". Gli abitanti dicono di aver segnalato tante volte i problemi alle istituzioni ma nessuno li ha mai considerati seriamente

EMPOLI. Pochi giorni fa l’ultimo incidente. Uno scontro fra auto, con due feriti. L’ennesimo di una lunga serie che, su quel maledetto tratto d’asfalto ha visto anche delle persone perdere la vita. Da piccoli tamponamenti a tragici schianti, in via Lucchese. Sulla strada provinciale 11 che collega la zona di Santa Maria a Marcignana, la situazione inizia a farsi pesante. Un tratto fondamentale per la viabilità della zona e molto trafficata. Normale che ci possano essere qualche piccolo incidente. Ma il problema è che le auto sfrecciano a tutta velocità, senza alcuna regola. Gli abitanti sono esasperati e chiedono provvedimenti per rendere normali i semplici gesti di ogni giorno, come uscire di casa a piedi o in bici, andare al cimitero, mettere fuori la spazzatura.

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Come in pista. Una lunga direttrice, spesso scambiata per un rettilineo di una pista, dove gli automobilisti schiacciano il pedale senza controllo. In barba a tutti i limiti di velocità e ai vari cartelli stradali. E così chi attraversa la strada, chi passeggia sul bordo della careggiata o le auto che si immettono da aziende e distributori che si trovano sul percorso, diventano veri e propri bersagli mobili. Non ci sono dissuasori, autovelox, niente che possa far desistere chi al volante è decisamente indisciplinato. In più non ci sono marciapiedi, se non per un breve tratto.

Rischio altissimo. «Siamo esasperati – racconta Giuseppina Fontanella, una residente – uscire di casa con le auto che sfrecciano a tutta velocità è un rischio altissimo. Sappiamo che è una strada provinciale e che è normale che ci sia traffico, ma qui le auto sfrecciano come missili. Ho due bambini piccoli e difficilmente li faccio uscire da soli, soprattutto in bicicletta. È un terno al lotto. Non capisco come mai, in tutti questi anni questa strada non sia stata presa in considerazione da chi di dovere. Non sono stati fatti interventi per garantire la sicurezza di residenti e lavoratori. E i risultati li vediamo ogni giorno, pagandoli sulla nostra pelle. Qualcuno deve intervenire, altrimenti la situazione sarà sempre peggio».

Pochi interventi ma buoni. Servirebbero interventi per la sicurezza di ciclisti e pedoni ma anche contro i furbetti dell’acceleratore. «La strada è lunghissima e dritta e in tutto il tratto non c’è un autovelox o un dosso per far rallentare – racconta Samanta Costagli del distributore Beyfin – Sono tanti gli incidenti sfiorati o quelli che accadono veramente, purtroppo anche con gravi conseguenze. Le auto che escono dalle pompe di benzina come la nostra non fanno in tempo ad entrare in strada che si vedono piombare in faccia altre auto o camion. Basterebbero un paio di piccoli interventi per rendere più sicura questa strada».

Situazione insostenibile. Da tempo, la gente del posto ha cercato invano di manifestare alle istituzioni i problemi, ma le risposte non sono mai arrivate. «Sono anni che chiediamo interventi – racconta la signora Leandra Bagnoli – ma nessuno ci ascolta. Non abbiamo marciapiedi o passaggi per arrivare a piedi al cimitero. Non c’è una pista ciclabile che qui farebbe più comodo che in altre aree dove è stata realizzata. E anche gli attraversamenti pedonali mancano. Spesso ci sono incidenti? Un giorno no e due sì – conclude – Così non si può andare avanti».

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