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Magnate americano acquista la villa dei sogni a Limite

Investimento da 20 milioni per Bibbiani, il nuovo proprietario assicura che sarà un "luogo aperto"

LIMITE. Dalle Isole Vergini alla Liguria e da qui fino alla Toscana. E poi a Limite, alla villa di Bibbiani dove hanno trovato il loro posto del cuore, quello dove vogliono vivere ogni giorno d’ora in poi perché «here it is amazing (qui è stupefacente)». Sono George Rapier III, 66 anni e sua moglie Kimberly, una coppia americana che ha acquistato la villa vicino a Limite risalente al XVI secolo, feudo della famiglia Frescobaldi che poi passò ai Ridolfi. Un complesso che racchiude un patrimonio storico e artistico di enorme valore, a cui i limitesi sono ancora particolarmente legati, perché tra l’altro dell’intera proprietà fanno parte anche l’insediamento etrusco di Montereggi e il porto mediceo sull’Arno. Ma il tesoro custodito è ben più ampio: la prima origine della villa risale ai longobardi (al medico del re Desiderio) e poco lontano dall’edificio c’è ancora una ghiacciaia dell’epoca a tre piani, una delle poche ancora esistenti in Italia.

A Bibbiani grazie a Cosimo Ridolfi, agronomo e presidente dell’Accademia dei Georgofili di Firenze dal 1842 al 1865, c’è un giardino botanico di circa 20 ettari, con pini domestici, cedri del Libano, abeti del Caucaso, piante esotiche orientali. E, come ultima chicca, all’interno della villa rimaneggiata durante i secoli, c’è anche un teatro che nella seconda guerra mondiale, quando ci venne insediato il comando tedesco, venne adibito a sala cinematografica.

Un investimento a Bibbiani di 20 milioni, 10 per l’acquisto e altrettanti per la ristrutturazione, fatto da George Rapier III, medico, originario di Dallas e proprietario di un’azienda che offre servizi sanitari in Texas con seimila dipendenti (e che il magnate gestisce a distanza in videoconferenza). «Qui abbiamo calma e grande pace» ha raccontato Rapier, in un incontro a cui ha partecipato anche il sindaco  Alessandro Giunti. A Bibbiani, che non diventerà un hotel, sono già iniziati i lavori di restauro. Interventi che dureranno un paio di anni, dal tetto al ripristino delle piante del giardino. Passando dal restauro delle fontane nel giardino che sfruttavano una sorgente grazie a sofisticate opere di ingegneria idraulica. Fino alla ripresa della produzione del vino e dell’olio in una proprietà che si espande per centinaia di ettari. «Mi piacerebbe portare qui studenti di agricoltura – spiega George Rapier – e penso anche di organizzare un concorso per realizzare le etichette del vino che verrà prodotto nei prossimi anni. Questo luogo deve essere aperto e vorrei conoscerne nel dettaglio la storia». Nell’ottica, col tempo, di valorizzare tutti i luoghi del possedimento compreso il porto mediceo, ora in stato di abbandono, «ma – come spiega lo stesso Rapier – con grandi stanze affrescate dove venivano conservate le merci».

E quale è il luogo che ha toccato di più l’anima

di questo medico texano? «La cappella dei Frescobaldi» risponde il magnate, un luogo mistico con una reliquia di Santa Grania. Ma, da quello che si vede nei suoi occhi quando ci accompagna in una visita a Bibbiani, sono una vastità gli angoli, le stanze e le vedute che lo hanno conquistato.

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