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Fogne e depurazione L’Unione Europea “striglia” i Comuni

Mancato adeguamento degli impianti e trattamento acque Nell’Unione tre enti coinvolti: due sono intervenuti, uno no

EMPOLI. Tre comuni dell'Empolese Valdelsa hanno una procedura di infrazione in corso da parte della Corte di giustizia europea per il mancato adeguamento nei termini stabiliti degli impianti di raccolta e trattamento delle acque reflue urbane.

Cerreto, Montaione e Montespertoli, con i primi due che hanno già effettuato i lavori (sebbene in ritardo rispetto al termine fissato all'anno 2000 dalla corte che ha sede in Lussemburgo) e il terzo che, invece, necessiterebbe di interventi da 1,6 milioni di euro per adeguarsi alle prescrizioni.

La vicenda, di cui trattiamo nello specifico a lato, risale a oltre 25 anni fa: in sostanza, in Italia poco meno di 400 comuni non sono in regola con il sistema fognario o con il sistema di depurazione delle acque reflue. L'acqua che proviene dalla doccia o con cui si lavano i piatti, insomma, non viene correttamente trattata per essere rimessa in circolo. Avrebbero dovuto adeguarsi entro il 2000, ma nel migliore dei casi i lavori sono partiti con dieci anni di ritardo. Così è partita una procedura di infrazione che rischia di far pagare una multa intorno ai 500 milioni di euro all'Italia e quindi ai contribuenti. Tre dei comuni messi sotto accusa dai giudici europei sono del circondario.

Per quanto riguarda Cerreto la procedura recita: «sulla base delle informazioni disponibili, risulta che tutto il carico è raccolto, ma non inviato a trattamento». A Montaione, invece, «risulta che solo una parte del carico raccolto è inviato a trattamento».

Mentre a Montespertoli «risulta che tutto il carico è raccolto, ma solo una parte è inviata a trattamento». Tutte e tre le procedure sono state aperte nel 2014, con un ritardo sui lavori di adeguamento che dunque è di quattordici anni. A Cerreto e Montaione sono avvenuti interventi che hanno riportato la situazione nella norma.

Nel primo comune «l'agglomerato urbano – come si legge nelle note presenti sul sito www.acqua.gov.it - è stato oggetto di un'approfondita rivalutazione, in seguito allo sviluppo dell'iniziale proposta progettuale di revisione della rete di collettamento e della depurazione delle acque reflue».

L'agglomerato è stato suddiviso in tre parti e sono garantiti i trattamenti appropriati in conformità con la disciplina regionale. A Montaione, invece, il problema è stato risolto con un intervento importante da 900mila euro. «A seguito del completamento – questa la nota riguardante il comune della Valdelsa – delle dorsali di collegamento delle acque reflue con l'impianto di Cambiano, tutto il carico dell'agglomerato è depurato». A Montespertoli, come accennato, la conformità ancora non è stata raggiunta e nel complesso i lavori costerebbero 1 milione e 600mila euro. «L'agglomerato è stato oggetto di un approfondita rivalutazione conseguente alle evidenti criticità tecniche e agli elevati costi degli interventi previsti in relazione ai possibili benefici ambientali ottenibili, che hanno indotto ad una riorganizzazione e una ridelimitazione dell'agglomerato».

Le conclusioni sono che l'agglomerato stesso è da dividersi in 6 parti: Borro dei Laghi, Borro Santo, Due Case, Schiavone, San Paolo e San Prospero. «Sono previsti due interventi: adeguamento dell'impianto del Borro Santo con un investimento di 500mila euro e adeguamento dell'impianto Schiavone entro il 2017

con un investimento di 1,1 milioni di euro.

Per gli altri agglomerati saranno garantiti trattamenti appropriati in conformità con la disciplina regionale e comunque risultano presenti trattamenti primari a piè d'utenza».

Marco Pagli

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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