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Espulso dall'Italia, rientra via mare e minaccia di morte un agente

Con precedenti per furto e spaccio, da clandestino è stato arrestato a Empoli. Quando ha capito che non sarebbe stato rilasciato ha inveito contro il poliziotto

EMPOLI. Non gli era bastato il foglio di espulsione. E nemmeno tutte le volte che era stato arrestato per reati contro il patrimonio, ubriachezza molesta, spaccio e furti. Lo scorso anno gli agenti del commissariato di Empoli lo avevano materialmente accompagnato a Fiumicino, dove lo attendeva un aereo per ritornare nella sua patria, in Tunisia, col divieto di tornare in Italia per almeno 5 anni. L’uomo, un 29enne tunisino, è stato trovato  in piazza Guido Guerra da agenti in divisa e in borghese: per lui è scattato l’arresto, che in questi casi è obbligatorio. La polizia gli ha trovato addosso anche 10 grammi di hashish, poi sequestrati. Ma l’arrestato, quando ha capito che non sarebbe stato rilasciato e che invece sarebbe finito in carcere a Sollicciano, ha minacciato di morte uno dei poliziotti presenti e per questo motivo subirà un processo penale, per minaccia aggravata. Nella direttissima di ieri sono stati chiesti i termini a difesa con rinvio del giudizio al prossimo 6 luglio, ma il giudice nel frattempo ha disposto la custodia cautelare nel carcere fiorentino di Sollicciano, dando il proprio nulla osta al rimpatrio. Ma questa storia non finisce qui: nonostante fosse stato fisicamente accompagnato all’aeroporto per tornare in Tunisia, il 29enne – così ha raccontato agli agenti – è tornato in Italia via mare, con una di quelle imbarcazioni usate dagli scafisti per attraversare il Mar Mediterraneo. Un viaggio terribilmente rischioso, visti tutti i naufragi che si sono verificati negli anni. Ma il tunisino è riuscito a tornare in Italia e più specificatamente a Empoli, dove già era stato arrestato. Per la polizia, quindi, non è stato difficile riconoscere un volto conosciuto, che si aggirava in piazza Guerra, accanto al palazzo delle esposizioni, un’area spesso attenzionata dalla polizia per la presenza di parcheggiatori abusivi e di situazioni di degrado. Questo nell’ambito dei controlli portati avanti col reparto anticrimine della questura di Firenze, con l’ausilio anche di agenti in borghese. Per il 29enne, quindi, sarebbe stato quasi impossibile scappare. Solo che, quando ha capito che per lui la situazione si metteva male, ha addirittura peggiorato il tutto, minacciando di morte un agente che stava partecipando ai controlli. Non ci voleva proprio andare in carcere, per farla breve. Ma c’è finito comunque. Adesso

l’uomo si trova infatti a Sollicciano, in attesa del processo. Visto che il giudice ha dato il nulla osta al rimpatrio, una volta che il processo si sarà concluso dovrà far ritorno in nord Africa. Fino ad allora, però, per lui non si apriranno le porte (per uscire) dal carcere fiorentino.

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