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Cèramica 2018 il futuro si gioca tra arte e design

Torna la festa dal 15 al 17 giugno, mix di novità e tradizione L’obiettivo è riqualificare i territori e conquistare i mercati

MONTELUPO. Mettete un gigante pieno di buchi che va dal soffitto fino a terra davanti a una finestra. Avrà la funzione di un frangisole. Ora piazzate questo gigante in uno spazio all’aperto. Non è più un oggettone che spezza i raggi del sole, ma un’opera d’arte. A pensarla è stato l’artista piemontese Diego Perrone. Lui c’ha ragionato sopra col suo genio creativo. Poi ha dato il nullaosta a Tuscany Art e l’hanno realizzato insieme. L’azienda di Montespertoli che produce terrecotte e pavimenti in cotto lo ha reso un prodotto che va bene al mercato. L’installazione si potrà ammirare nello spazio all’aperto del cinema Risorti. L’occasione è Cèramica 2018, la Festa Internazionale della Ceramica in programma a Montelupo Fiorentino dal 15 al 17 giugno. «L’opera di Perrone e Tuscany Art è la sfida della ceramica di Montelupo al futuro. Quella di far lavorare insieme artisti e ceramisti per trovare nuovi spazi di mercato», dice Matteo Zauli, direttore del museo dedicato allo scultore ceramista Carlo Zauli a Faenza e tra i curatori della manifestazione. Certo. Non bastano più cinquecento anni di tradizione nella realizzazione di piatti e oggetti in ceramica per stare al passo col mercato globale. Le famiglie con tanti soldi da spendere non si chiamano più Medici, Strozzi o Pandolfini. Spesso abitano fuori dai confini nazionali. E la chiave giusta per agganciarli suona alla voce: arte&design. Altra chiave, tutta sociale, è quella dell’assessore regionale alla presidenza Vittorio Bugli: «Prendiamo un’area degradata da riqualificare: il macrolotto di Prato. Con un progetto di innovazione urbana l’abbiamo fatta rinascere. E la collaborazione tra artisti e ceramisti di Montelupo può diventare lo spunto per rivitalizzare un’altra zona degradata della Toscana». Comunque, se andrete a Cèramica 2018 di Montelupo, troverete tante cose da vedere. C’è l’omaggio a Pistoletto: il Terzo Paradiso. Tre cerchi consecutivi in via Baccio da Montelupo per non dimenticare che il pianeta è un giardino da proteggere. C’è il testone del David riprodotto da Andrea Salvatori. Viene esposto in piazza della Libertà. Potrete ammirare opere di grandi artisti come Nanni Valentini, Jonathan Monk, Sueharu Fukami, Cèsar, Chiara Camoni, Mimmo Paladino e Luigi Ontani. Poi tappa in via Caverni, via Umberto I e via Rovai. Ci sono le tavole ispirate dalle favole di ceramisti e designer sull’arte di apparecchiare a tavola. Si possono ammirare anche ceramiche realizzate con stampa 3D, semilavorati fatti con particolari tipologie di impasti, di smalti e colori. In tutto fanno trentacinque tra esposizioni e installazioni allestite in ogni angolo della città. La curiosità: i Mondial tornianti (sabato 16 e domenica 17, dalle16). Una sfida a colpi di argilla e di tornio che chiama a raccolta trenta artigiani provenienti da tutta Italia e dall’estero. Soddisfatto il sindaco di Montelupo Paolo Masetti: «Per tre giorni in centro storico si crea, si sperimenta,

si contamina. La festa della ceramica è un progetto lungimirante che dà l’impronta alla città». Tra le aziende a sostegno della manifestazione: Colorobbia spa, main sponsor e partner nella realizzazione del padiglione dedicato all’innovazione.

Samuele Bartolini

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