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Multicons vince la battaglia legale sui migranti

MONTELUPO. Il consorzio di cooperative Multicons di Montelupo Fiorentino ha vinto la battaglia legale contro il Comune di Montopoli Valdarno che, nel luglio 2017 chiuse l’immobile a San Romano in cui...

MONTELUPO. Il consorzio di cooperative Multicons di Montelupo Fiorentino ha vinto la battaglia legale contro il Comune di Montopoli Valdarno che, nel luglio 2017 chiuse l’immobile a San Romano in cui erano ospitati 24 migranti, perché non ritenuto idoneo a quel genere di attività.

Il provvedimento dell’amministrazione comunale fu inserito in una determina contro cui il consorzio, presieduto da Stefano Mugnaini, ha presentato ricorso al Tribunale amministrativo regionale (Tar) della Toscana.

E questo passagio gli ha permesso di ottenere l’annullamento della determina.

Nella sentenza si obbliga il Comune di Montopoli al pagamento di tremila euro a Multicons (guidato per altri tre anni dal presidente) a titolo di spese di giudizio.

Una vittoria su tutti i fronti, quindi, per il consorzio di Montelupo in una vicenda che ebbe inizio dopo la metà del mese di giugno del 2017, quando arrivarono i migranti, in seguito a un bando della prefettura. Il sindaco Giovanni Capecchi fu subito deciso a tenere sotto controllo la situazione, anche dietro la spinta delle proteste dei cittadini. Controlli della polizia municipale per valutare l’immobile dove Multicons aveva ospitato i richiedenti asilo.

«Non mi risulta che nel mio Comune ci siano strutture idonee ad ospitare 24 migranti. Per questo ho inviato la Municipale e gli addetti dell’urbanistica. Faremo delle verifiche: dopodiché, se l’immobile risulterà inidoneo agirò di conseguenza», aveva detto il sindaco Capecchi in quella circostanza, precedente alla battaglia legale che ne è di seguito scaturita.

Poi la determina e il successivo ricorso al Tribunale amministrativo regionale della Toscana, da cui è scaturita la sentenza che inverte il provvedimento preso dall’amministrazione

comunale. «La struttura di prima accoglienza – si legge in uno dei passaggi della sentenza del Tar – non è assimilabile all’attività commerciale destinata al turismo, trattandosi di servizio straordinario emergenziale svolto per conto della prefettura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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