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Aperture nei giorni di festa, è caos tra i commercianti

Empoli: a niente sono serviti gli accordi e la calendarizzazione degli eventi. Condelli: «Senza regolamentazione non ci si propone come una comunità»     

EMPOLI. L’unione fa la forza, recita un vecchio proverbio. Forse così vecchio, che ormai in tanti se lo sono dimenticato. Soprattutto all’interno delle vie del centro storico di Empoli. Già, ci hanno provato in tutti i modi le associazioni di categoria, l’associazione centro storico e l’amministrazione a mettere d’accordo i commercianti sulle aperture festive. Eventi, numerose iniziative collaterali, calendarizzazione delle aperture domenicali, ma niente da fare. Le saracinesche del centro sono sempre aperte a singhiozzo. Il caos la fa da padrone nonostante patti tra gentiluomini e strette di mano.

E' successo domenica scorsa, nonostante nel giro ci fosse un'importante manifestazione come Leggenda, dedicata alle famiglie. E succederà anche sabato. Il 2 giugno, giorno di festa, festa della Repubblica, ma anche di richiamo e attrazione nel centro storico visto che ci sarà l’edizione 2018 del “Volo del Ciuco”. Nonostante questo qualcuno terrà le saracinesche abbassate. Qualche bar, negozio di abbigliamento, sarà chiuso. Insomma, ancora una volta attività aperte a macchia di leopardo. Chi sarà operativo lo ribadisce con forza attaccando i volantini sulla propria vetrina, chi sarà chiuso lo comunica con orgoglio sui social. E c’è anche chi rimarrà aperto solo la mattina. Ma ancora una volta con numerosi forfait, quella di sabato, per il commercio rischia di essere un’occasione persa. L’unità di intenti, dopo anni di incontri e dibattiti appare ancora lontana e quello dell'uniformità delle aperture nel cuore della città sembra un problema ormai irrisolvibile. Ancora una volta gli esercenti si dividono a metà.

«La colpa è di scelte politiche sbagliate che hanno minato l’unità dei centri commerciali naturali come il nostro – spiega Eros Condelli dell’Associazione centro storico -. Ognuno, giustamente, può aprire quando vuole, ma in questo modo, senza una regolamentazione nonostante gli sforzi un centro grande come il nostro non riesce più a proporsi come un’unica comunità». Si è provato a indirizzare i negozi verso una via comune con la calendarizzazione delle domeniche, ma nonostante questo la giungla delle aperture non è stata dissipata, i clienti restano disorientati e alla fine a rimetterci sono le stesse attività. «La calendarizzazione degli eventi ovviamente non è vincolante - spiega Lapo Cantini di Confesercenti – con le liberalizzazioni ognuno può aprire quando vuole. Purtroppo per quelle che chiamiamo ancora “botteghe” diventa difficile tenere i ritmi delle grandi catene. Chi ha pochi dipendenti o magari è solo in negozio ha difficoltà a tenere aperto nei giorni festivi. Più uniformità nelle aperture? Lavoriamo sempre per questo ma finché non cambia qualcosa da Roma abbiamo le mani legate». Ormai chi passa nel "giro" durante il weekend si trova di fronte, a tutti gli effetti, ad un’apertura a saracinesche alterne. L’input deve arrivare dagli stessi commercianti, che hanno, se così lo vogliamo chiamare, il libero arbitrio, ma anche la possibilità di cogliere al volo le occasioni che il centro offre. «Con il Comune e le associazioni di categoria abbiamo portato avanti una serie di incontri – spiega l’assessore al commercio del Comune di Empoli Antonio Ponzo Pellegrini – e l’indicazione è stata sempre

quella di aprire la seconda e la quarta domenica. Capiamo però anche quei negozi a gestione familiare che stanno sempre aperti. Ognuno è libero di decidere quando e come aprire. Il nostro invito è quello di sfruttare gli eventi e le iniziative che ravvivano il giro».

 

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