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Stadio, una nuova offerta fa slittare il progetto

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Stadio, una nuova offerta fa slittare il progetto

Può cambiare l’azienda costruttrice: costerebbe 4 milioni in meno. L’Empoli sta valutando i documenti completi arriveranno in Comune entro il 10 giugno. In bilico il futuro di 70 lavoratori della ex coop

EMPOLI. Mancano due giorni, alla deadline, ma il dado è tratto. Ovvero l’Empoli non presenterà in Comune il progetto definitivo per il nuovo stadio entro la fine del mese. Il termine era stato annunciato dagli stessi dirigente azzurri, il presidente Fabrizio Corsi e l’amministratore delegato Francesco Ghelfi, subito dopo la promozione in Serie A. Ma slitterà, slitterà ancora. Solo che questa volta non si tratta né di un intoppo burocratico né di uno stop frozato. Dietro, anzi, c’è una notizia che, almeno per la società azzurra, può essere annoverata fra quelle positive.

LA NUOVA OFFERTA. È arrivata, infatti, una nuova offerta per costruire materialmente lo stadio. C’è il massimo riserbo sul nome della società che l’ha presentata, ma quello che filtra è che sarebbe al ribasso rispetto a quella del Consorzio Avvenire, poi diventato Sicrea. E anche sulle cifre ci sono delle indiscrezioni. Il costo dell’opera, relativo alle sole costruzioni, era aumentato portando il progetto complessivo a 32 milioni di euro. Con la nuova offerta, invece, dovrebbe tornare sui 28 previsti dopo che l’Empoli aveva fatto proprie le variazioni richieste dal Comune al termine del percorso partecipativo con la cittadinanza. Quindi compreso la nuova strada di collegamento tra la rotatoria accanto al parco e la Statale e l’asfaltatura di una parte consistente del parcheggio di Serravalle. Da qui la volontà di verificare fino in fondo la nuova offerta.

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DIECI GIORNI. Tanto che l’Empoli si è preso altri 10 giorni di tempo. Una volta deciso se proseguire con Sicrea e cambiare partner, infatti, sarà sufficiente chiudere il Pef (piano economico finanziario) con gli importi finali e cambiare, eventualmente, la composizione dell’Ati (associazione temporanea d’impresa). Passaggi che, però, dovrebbero stavolta essere bruciati in poco tempo.


TEMPI E NOVITÀ. La palla, poi, passerà al Comune. Che potrebbe accorciare i tempi dichiarando l’opera di pubblica utilità. Mossa che permetterebbe anche di procedere all’esproprio dei terreni che ancora non sono nella disponibilità sia per i lavori relativi alla nuova viabilità, sia per il nuovo impianto di atletica che dovrebbe vedere la luce nella zona compresa fra il polo scolastico e il centro commerciale. Nel frattempo, però, c’è stato anche un ulteriore aggiunta al progetto. Visto che il parcheggio dietro alla tribuna è notevolmente ridotto rispetto al primo progetto (per mantenere il verde), infatti, la società ha deciso anche di aggiungere un parcheggio sotterraneo che sarà costruito proprio sotto la nuova tribuna. Con ogni probabilità servirà soltanto alle squadre, ai dirigenti e alle varie autorità. Ma si tratta comunque di un’idea che era circolata solo all’inizio del lungo percorso di questo progetto. Che non ha visto ancora la luce ma che ora più che mai sembra davvero vicino.

POSTI DI LAVORO IN BILICO. Il cantiere per il nuovo stadio Castellani rappresentava una valvola di sfogo importante per gli oltre settanta lavoratori ex Cooperativa l'Avvenire. Uno degli appalti più importanti per il nuovo soggetto che ha rilevato l'attività affittando il ramo d'azienda e di conseguenza, in base all'accordo firmato appena due settimane fa in Regione, una prospettiva concreta per la riassunzione di parte dei dipendenti licenziati. L'accordo sottoscritto a metà maggio da Cl'a, Sicrea (colosso emiliano dell'edilizia di cui la cooperativa fa parte attraverso appunto l'affitto del ramo d'azienda), sindacati e istituzioni prevede il licenziamento di tutti e 76 i lavoratori rimasti, ma con alcune clausole che lasciano la porta aperta alla possibilità di ricollocamento con precedenza nell'assunzione nel caso in cui il nuovo soggetto riesca ad aggiudicarsi nuovi lavori. E quello del nuovo stadio Castellani sembrava ormai sicuro, facendo parte la cooperativa dell'associazione temporanea di impresa a cui erano stati affidati i lavori per un importo che dovrebbe oscillare tra i dieci e i dodicimila milioni di euro. Ed era proprio questo il pilastro su cui poggiavano le speranze dei lavoratori che avevano votato all'unanimità in assemblea per firmare l'accordo proposto. Il patto, oltre alla possibilità di ricollocamento, prevede anche una serie di benefit spalmati nel tempo. Nello

specifico si tratta di un incentivo di diecimila euro versati di qui ai prossimi dodici mesi, nel caso in cui il lavoratore decida di rimanere in attesa di una proposta di lavoro da parte di Sicrea, o di seimila euro subito nel caso in cui declini l'offerta del nuovo soggetto.
 

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