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Bidelle malate, scuola chiusa e i genitori fuori ad aspettare

Nessuno è andato ad aprire la materna di via del Praticcio, i primi bambini sono arrivati alle 7,30 e solo alle 9 la situazione è stata risolta dopo che le insegnanti si sono rivolte al Comune    

LIMITE. Cancelli chiusi e nessuna risposta fino alle nove del mattino. Per genitori e bambini della scuola dell'infanzia di via Praticcio a Limite sull'Arno quella di lunedì è stata una mattinata da incubo. Quando si sono presentati a scuola per lasciare i propri figli, infatti, non hanno trovato nessuno e sono stati costretti ad aspettare.

All'origine del disservizio la concomitante assenza per malattia del personale della scuola, che doveva essere in servizio nel turno della mattina. Insieme ai bambini e ai genitori c'erano anche le maestre, anche loro rimaste chiuse fuori dal plesso. La scuola dell'infanzia di via Praticcio ospita oltre 120 bambini con un'età compresa tra 3 e 5 anni, suddivisi in cinque classi.

La situazione si è risolta solo intorno alle nove del mattino, con le maestre costrette a recarsi direttamente in Comune e l'ufficio scuola che è corso ai ripari richiamando due assistenti scolastici da altri turni. Fino ad allora erano risultati vani anche i tentativi di chiamare la segreteria scolastica, dal momento che nessuno rispondeva al telefono. «Quando siamo arrivati ci siamo resi conto subito che c'era qualcosa che non andava – racconta Samanta Ancillotti, rappresentante di una delle cinque classi della scuola dell'infanzia di via Praticcio – fuori ad attendere abbiamo trovato la persona che si occupa del servizio pre-scuola e i cancelli tutti chiusi. Non ci spiegavamo cosa fosse potuto succedere. Alle famiglie, infatti, non era stato comunicato niente sulla possibile chiusura della scuola. L'unica comunicazione riguardava la giornata di martedì (oggi, ndc), durante la quale era stato indetto uno sciopero e quindi potevano verificarsi dei disagi. Ma per lunedì tutto doveva procedere regolarmente».

E invece qualcosa deve essere andato storto nella comunicazione delle malattie e nelle sostituzioni degli assistenti. Tanto che nessuno del personale di servizio si è presentato per aprire la scuola. «Alcuni di noi usufruiscono del servizio pre-scuola – continua Ancillotti – si tratta della possibilità, messa a disposizione dal Comune e pagata dalle famiglie, di portare i bambini a scuola alle 7.30 invece che alle 8.20. Quindi abbiamo aspettato fino all'orario di lezione per vedere se era solo un ritardo. Ma quando anche le maestre sono arrivate, non sapendo niente del disservizio, abbiamo provato a chiamare la segreteria scolastica. Da lì non ci ha risposto nessuno e quindi le maestre stesse

hanno deciso di andare in Comune per capire come dovevano fare. E allora sono state mandate due assistenti, prese da altri turni, per poter garantire le lezioni. Ma abbiamo potuto lasciare i figli solo alle nove, con evidenti disagi per chi doveva essere a lavoro a quell'ora».
 

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