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Villa romana, ci lavorano liceo e università Usa

È lo scavo del Vergigno in cui sono impegnati 43 studenti del Virgilio con la collaborazione del Comune  

MONTELUPO. Il progetto di alternanza scuola lavoro “Scavo archeologico della Villa del Vergigno” si propone di immergere gli studenti del liceo Virgilio in un progetto iniziato nel 2013, il “Villa del Vergigno archaeological project”, nato dalla collaborazione fra il Comune di Montelupo, la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio, alcune università statunitensi e la Ichnos. Il sito archeologico oggetto della ricerca è la Villa romana del Vergigno.

Il progetto si rivolge agli studenti delle classi terze e quarte dei 3 indirizzi sotto la responsabilità dei professori Luca Rossi e Giuliana Pamio. Ben 43 studenti afferenti ai tre indirizzi di studio hanno presentato domanda di iscrizione.

La field school “Villa del Vergigno Archaeological Project”, è diretta da McKenzie Lewis della Wyoming University insieme a il Comune di Montelupo Fiorentino e da Ichnos.Il progetto ha preso avvio nel 2013 con una collaborazione con diversi atenei statunitensi e dal 2018 coinvolgerà anche atenei canadesi.La campagna di scavo del 2018 inizierà il 28 giugno per terminare il 2 agosto.L’area di scavo si trova nel comune di Montelupo nei pressi della confluenza del torrente Virginio con il torrente Pesa.

L’area è completamente recintata e le parti meglio conservate della villa sono protette da una copertura. L’opportunità offerta agli studenti è pressochè unica; infatti avranno la possibilità di conoscere i diversi aspetti legati all’archeologia, fare pratica di scavo, di documentazione, restauro e catalogazione. La partecipazione alle attività del cantiere archeologico consentirà agli studenti del liceo di realizzare un’esperienza diretta delle operazioni che deve compiere un archeologo per raccogliere il numero maggiore di informazioni ricavabili dal lavoro sul campo, apprendendo i metodi di indagine e i sistemi di ricostruzione del passato, contribuendo in prima persona allo sviluppo della coscienza di bene culturale, archeologico e artistico. Agli apprendisti archeologi saranno forniti infatti gli strumenti per avvicinarsi al loro territorio in maniera più critica, imparando a conoscerne le particolarità e le potenzialità: è proprio dalla conoscenza che nasce poi la consapevolezza dei propri beni culturali e del loro valore; è da questa consapevolezza che si genera la valorizzazione. L’esperienza, oltre al lavoro in ambito archeologico, si completa nell’aspetto

linguistico: ogni fase delle lavorazioni sul cantiere sono legate all’utilizzo della lingua inglese. Si sviluppano quindi capacità relazionali attraverso un intenso percorso condiviso con i compagni, con i coordinatori italiani, con gli studenti e i professori statunitensi.



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