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Cl’A, licenziati 76 lavoratori: lo stadio potrebbe “salvarli”

Accordo cooperativa-sindacato: sostegno per un anno e priorità nelle assunzioni in caso di nuove commesse, tra le quali c’è anche il maxi-cantiere del Castellani 

EMPOLI. Licenziamento per tutti i lavoratori della Cooperativa l’Avvenire con un bonus ad integrazione della Naspi e il diritto di precedenza per la riassunzione nel caso in cui si aprano nuovi spiragli. L’accordo firmato ieri in Regione tra sindacati, Cl’a e Sicrea (colosso emiliano dell’edilizia di cui la cooperativa farà parte tramite affitto di ramo d’azienda) prevede la mobilità per tutti i 76 lavoratori che erano rimasti dall’ex Consorzio Etruria. Ma con alcune clausole che lasciano aperta la porta alla possibilità di ricollocamento nel caso in cui il nuovo soggetto riesca ad aggiudicarsi nuovi lavori. Il più importante di questi è sicuramente il cantiere per il nuovo stadio di Empoli.

La Cooperativa l’Avvenire di Montelupo, infatti, fa parte dell’associazione temporanea di impresa che si è aggiudicata l’appalto per il restyling del Castellani per un importo che dovrebbe oscillare tra i 10 e i 12 milioni di euro. E con ogni probabilità tale commessa è anche il pilastro su cui si poggiano le speranze dei lavoratori che nell’ultima assemblea avevano votato all’unanimità per la firma dell’accordo. «Non abbiamo sottoscritto l’accordo per il trasferimento d’azienda perché non aveva l’obiettivo di trovare soluzioni complessive ai lavoratori di Cl’a – spiega Giulia Bartoli, segretari regionale di Fillea Cgil Toscana – ma convintamente abbiamo posto la firma sull’accordo di mobilità. Questo, infatti, presuppone un contributo di Sicrea non affatto scontato». Nello specifico ai lavoratori, posti in mobilità, viene lasciata libera scelta di aderire o meno al progetto Sicrea. In ogni caso potranno beneficiare di un sostegno economico ad integrazione dell’assegno della Naspi, che varia a seconda delle condizioni. Nei fatti una parte dei lavoratori, all’incirca una decina, sarà trasferita nel ramo d’azienda della nuova società e verrà impiegata in un cantiere. Gli altri, invece, avranno la possibilità di valutare la proposta di Sicrea nel momento in cui riuscirà a garantirsi dei nuovi lavori, anche provenienti dall’attuale perimetro di Cl’a.

A questo proposito il termine fissato dall’accordo è un mese: se entro 30 giorni dal licenziamento, infatti, non avranno trovato lavoro potranno scegliere se restare in attesa di una proposta da parte di Sicrea per un tempo di un anno oppure no. Nel primo caso l’incentivo sarà di 10mila euro lordi di qui ai prossimi dodici mesi, che verrà ridotto nel caso in cui vengano chiamati prima o se trovano alternative occupazionali di lungo periodo. Nel secondo caso, se insomma il lavoratore sceglie di declinare ogni offerta da Sicrea, potrà beneficiare subito di un incentivo di 6mila euro lordi. Oltre al bonus, l’accordo prevede anche il diritto di precedenza nelle assunzioni e il criterio della territorialità del primo impiego. Se, infatti, la proposta effettuata dal nuovo soggetto a coloro che si sono resi disponibili è fuori dalla Toscana il lavoratore può rifiutare senza perdere l’incentivo. «Con questa operazione salviamo ciò che era possibile – conclude Bartoli – provando a non scaricare tutto il peso di scelte sbagliate ed eventi inevitabili sulle spalle dei più deboli.

Il risultato è superiore al mandato ricevuto in assemblea. Alle condizioni date non potremmo ipotizzare un accordo migliore, sapendo che comunque stiamo gestendo esuberi e licenziamenti dentro una procedura di liquidazione coatta amministrativa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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