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Fallani, duroni di menta e mattoncini all’orzo: ecco le caramelle diventate un mito - Video

Fallani, duroni di menta e mattoncini all’orzo: ecco le caramelle diventate un mito - Video

Empoli: le caramelle Fallani tanto famose da essere utilizzate come spiccioli per il resto. «Ci vende Eataly ma ci piacerebbe tornare nelle tabaccherie»

Fallani, ecco dove nascono le "storiche" caramelle Eccoci nello stabilimento Fallani a Empoli, dove dal 1926 di si producono famose caramelle - L'ARTICOLO

EMPOLI. Sono caramelle così famose in Toscana che una volta le usavano per fare i resti, nelle piccole botteghe. Le caramelle Fallani, che da vent’anni vengono prodotte nello stabilimento al Terrafino di Empoli, sono un pezzo della storia di questa regione. Una storia nata nel 1926 a Firenze e poi sviluppatasi in provincia, a Empoli. Due città rivali a livello calcistico, divise da un derby molto acceso ma unite dalle...caramelle.

Lorenzo Fallani è il protagonista iniziale di questa storia: nel primo dopoguerra (siamo nel 1926) la famiglia Fallani cerca di sbarcare il lunario e inizia a produrre caramelle, vendendole alle fiere e alle processioni. I Fallani, con la passione per i dolci, cominciarono a produrre i duri di menta fatti con zucchero cotto, lavorato e tirato in modo da diventare spugnoso e soffice, a forma di bastoncino o di torciglione, al sapore della menta, dell’arancio o della fragola. Gli anni passano e con la solita voglia di sperimentare qualcosa di nuovo, provarono a produrre le caramelle all’orzo, che allora si facevano quasi unicamente nel retro delle farmacie fiorentine.

La caramella all’orzo piacque al punto che furono costretti a comprare altre macchine e ad assumere nuovo personale. E da allora questa varierà di caramella divenne il prodotto distintivo e più rappresentativo della Fallani. Sembra passata un’era geologica, visto che ora l’azienda produce un milione di caramelle al giorno, a partire appunto da quelle classicissime, all'orzo. Ma se la tecnologia ha fatto passi da gigante, l’azienda oggi guidata dalla bis nipote Irene Fallani e dal marito Matteo Gigli ha fatto della tradizione la propria forza. Quindici dipendenti, gran parte giovani e del territorio, che ogni giorno seguono e affrontano la realizzazione delle “Candies”, le caramelle. Si va dal gusto anice, all’orzo, rabarbaro e menta, i classici; poi il comparto bio (mirtillo, limone, miele, liquirizia) e quello senza glutine, fino alle caramelle personalizzate, che Fallani produce su richiesta.

E poi c’è una caramella che, a raccontarla, quasi non ci si crede: «Lo scorso anno – racconta Irene Fallani – abbiamo ricevuto una richiesta particolare: per un evento specifico ci hanno chiesto delle caramelle che, quando si scartano, non fanno rumore. Noi c’abbiamo lavorato un anno, studiando una carta più morbida. Perché dietro una caramella c’è un progetto, che parte da lontano».

Oggi questa azienda è arrivata ad essere gestita dalla quarta generazione della famiglia, con la figlia del nipote del capofamiglia, Irene Fallani, e suo marito Matteo Gigli, che continuano a produrre con la stessa passione, trasmessa di generazione in generazione con le solite tecniche artigianali e con le solite ricette. Ma cosa c’è dietro ad una caramella? Cosa serve per creare quella “magia”? «Zucchero, sciroppo di glucosio e vari aromi. Innanzitutto una caramella vera deve lasciarti il proprio sapore in bocca. Noi non abbiamo cambiato praticamente niente, abbiamo puntato sulla tradizione, aggiungendoci delle innovazioni e acquistando macchinari di nuova generazione. Ma alla base di tutto c’è la passione, perché di aziende come le nostre non ce ne sono quasi più. Servono coraggio e fortuna per andare avanti, gli artigiani sono una specie in via d'estinzione».

La Fallani, infatti, è una piccola realtà che combatte con colossi italiani ed internazionali. L’azienda ha giovato anche della presenza di un proprio laboratorio aperto a Fico (Fabbrica Italiana Contadina), inaugurato insieme alle liquirizie di Amarelli. Qui le caramelle fiorentine-empolesi hanno allietato i palati di visitatori da tutto al mondo, come quelli del circuito Eataly. E così le caramelle finiscono negli Stati Uniti e in giro per il globo:«Spesso non diamo peso alla nostra storia – continua Fallani – e a tutto quello che c’è dietro. Ma all’estero questo fa breccia e avere una tradizione ha un peso.

E infatti capita di ricevere mail anche per un ordine di un chilo di caramelle, dall’altra parte dell’oceano». C’è però un cruccio, che “pesca” nelle origini della Fallani: «Siamo nati con botteghe e tabaccherie e vogliamo fare in modo di ritornarci». Perché vuoi mettere quando entri in un piccolo negozio e vedi dare il resto con le tue caramelle?
 

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