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«Non pagate il consorzio di bonifica»: parte l’appello contro le bollette

L’artefice della campagna di disobbedienza civile è il consigliere comunale Mario Razzanelli che ha messo a disposizione anche uno studio legale: «La regimazione dei fiumi spetta alla Regione»

FUCECCHIO. «Non pagate i bollettini del consorzio, è un ente che non serve, perché la regimazione dei fiumi spetta alla Regione». Questo appello arriva da Mario Razzanelli, consigliere comunale di Forza Italia a Firenze e impegnato in una “battaglia” contro il consorzio di bonifica Medio Valdarno. Il quale si occupa, oltre a Firenze, anche di un buon numero di Comuni dell’Empolese Valdelsa.

Razzanelli a Firenze – con l’ausilio del legale fiorentino Francesco Navarrini – si è mosso per permettere a chi volesse di fare ricorso contro il pagamento del contributo . «I consorzi – spiega Razzanelli – sono rimasti in piedi, ma i loro compiti devono passare ad altri enti, come la Regione. Io ho smesso di pagare e ho fatto ricorso alla commissione tributaria, da quando a Firenze sono arrivate 180.000 “bollette” del consorzio. Alla gente dobbiamo dire che quello che gli arriva a casa non è nient’altro che un avviso bonario e che non devono pagare per non avere paura, si tratta di una semplice comunicazione per la riscossione volontaria del contributo, che è “carta straccia”. E anche se poi arrivasse la cartella esattoriale sono 5.80 euro in più, niente di incredibile».

Razzanelli va anche oltre, contestando la stessa esistenza del consorzio: «Ma il vero punto politico è cosa viene davvero fatto con questi soldi? Ebbene, una cosa è certa, e lo si legge nel bilancio del Consorzio: su 25 milioni di bilancio complessivo, 11 vanno alla manutenzione ordinaria dei corsi d'acqua, 14 a “servizi”, compresi gli 8 milioni spesi in stipendi ai dipendenti del Consorzio, di cui ben 25 sono amministrativi. I consorzi così come sono non servono, vanno aboliti».

La questione del contributo al consorzio nel territorio empolese e valdelsano è vissuta in una maniera differente, c’è da dirlo, perché è raro ascoltare appelli alla disobbedienza civile. Non si sono create “rivolte” quando nelle case del territorio sono arrivati i primi bollettini, a differenza di quanto sta accadendo a Firenze. Da qui Razzanelli ha promosso un’azione legale collettiva, con tantissime adesioni. E adesso l’intenzione è quella di allargare la platea anche agli altri comuni interessati:«Non tenete in considerazione quello che vi arriva a casa, è un avviso bonario. Aspettate a pagare e poi eventualmente c’è la possibilità di fare ricorso alla commissione tributaria. Chi volesse maggiori informazioni può chiamare al numero 055 2768266 oppure scrivere a m.razzanelli@hotmail.com».

Ma nel frattempo le bollette del consorzio sono in arrivo: riguardano il finanziamento dei lavori 2017 per la manutenzione delle opere idrauliche e dei corsi d’acqua che attraversano le città di Empoli, Firenze, Pistoia, Prato, le campagne della Valdelsa, del Mugello, della Valdisieve, del Chianti, delle vallate dell’Ombrone pistoiese e dei comuni a nord di Siena. Si tratta della gestione di 5600 chilometri di reticolo idrografico, 5 impianti idrovori, 62 casse di espansione e oltre 1300 tra argini, traverse, paratoie su fiumi, come l’Arno tra Firenze ed Empoli, l’intera Elsa, il Bisenzio e la Sieve; torrenti, come l’Ombrone Pistoiese, il Mugnone, il Terzolle, la Pesa, la Greve e l’Ema, i canali di bonifica della piana fiorentina e i fossi e rii minori dalla montagna

alla pianura.

Ma su questo caso che anche chi la pensa diversamente dal consigliere comunale Razzanelli e invita ad evitare il ricorso.
 

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