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L'Empoli in A: dalla rivoluzione alla svolta in panchina, i segreti di un'impresa compiuta in 11 mesi

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L'Empoli in A: dalla rivoluzione alla svolta in panchina, i segreti di un'impresa compiuta in 11 mesi

Ecco il racconto di un’impresa. Di un’impresa che nasce da un disastro. È il racconto della rinascita dell’Empoli, che a meno di un anno da una retrocessione terrificante si è ripreso il posto al tavolo delle grandi, è tornato nel paradiso del calcio

EMPOLI. È il racconto di un’impresa. Di un’impresa che nasce da un disastro. È il racconto della rinascita dell’Empoli, che a meno di 1 anno da una retrocessione terrificante si è ripreso il posto al tavolo delle grandi, è tornato nel paradiso del calcio. E lo ha fatto cambiando pelle, ricostruendo tutto per ritrovarsi e ritrovare il suo popolo. Un viaggio da rivivere passo dopo passo, scelta dopo scelta, gol dopo gol, partita dopo partita.

 

L'Empoli in serie A: ecco il pagellone degli azzurri I voti ai protagonisti della stagione che per l'Empoli ha segnato il pronto riscatto dopo la delusione della retrocessione - IL NOSTRO SPECIALE

 

L'anno zero

 

Dal 28 maggio al 2017 al 28 aprile 2018: 335 giorni o, se preferite, 11 mesi. Che hanno stravolto un mondo, quello dell’Empoli. Meno di un anno fa, infatti, la drammatica (sportivamente parlando) sconfitta di Palermo aveva prodotto un cumulo di macerie. Vivere e raccontare gli azzurri era come la desolante camminata del piccolo Edmund nella Berlino del 1946 raccontata dal genio di Roberto Rossellini nel suo “Germania anno zero”. Proprio su quei resti fumanti, però, è stato costruito un capolavoro, una cavalcata incredibile segnata da imprese e trionfi, ma anche da momenti complicati.

 

La rivoluzione

 

Il primo segnale incoraggiante, però, arriva subito dopo la fine di quella partita maledetta che chiudeva, nel peggior modo possibile, una stagione maledetta. Il presidente Fabrizio Corsi, infatti, non si rifugia in un bunker ma ci mette la faccia. Lo fa davanti ai microfoni, bevendo l’amaro calice del verdetto e annunciando quello che succederà nei giorni e nelle settimane a seguire: la rivoluzione. Che, in quanto tale, parte da un’epurazione. Le teste cadono a raffica, anche se all’inizio c’è quasi la sensazione della fuga dalla barca ormai affondata. Proprio a fine mese arriva anche l’addio più pesante, quello del direttore generale Carli. Uno che l’azzurro addosso se lo era tenuto per decenni.

 

A giugno seguono giornate di lavoro intenso ma che, all’esterno, sono soprattutto di estenuante attesa. Il presidente Corsi sceglie di ripartire dal direttore sportivo Pietro Accardi, nonostante tutta la piazza chieda che la ghigliottina cada anche sulla sua testa. Per il ruolo di dg il prescelto sarebbe Pecini, capo scounting della Samp, che però i blucerchiati non mollano. Nel frattempo partono le consultazioni per il nuovo tecnico. Il preferito è Bucchi, ma c’è il Sassuolo. I dirigenti incontrano almeno tre allenatori: in ordine di tempo Moreno Longo, Vincenzo Vivarini e Antonio Calabro. Per la stanza dei bottoni, invece, le attenzioni virano su Andrea Butti. Giovane manager milanese con in tasca una laurea alla Bocconi, il triplete dell’Inter (era il team manager di quello squadrone) ed esperienze all’estero. Alla fine le due figure arrivano insieme: insieme al nuovo dg c’è anche l’allenatore. Alla fine è Vivarini a spuntarla. Arriva da una retrocessione a Latina ma ha le carte in regola per guidare un progetto che, in quei giorni, sembra fondato sui giovani: i ragazzi promossi dalla Primavera, chi rientra dai prestiti come Piu e Picchi e pochi altri. L’idea, insomma, è quella di ricostruire dalla base.

 

Raduno Empoli, l'arrivo di staff e giocatori a Monteboro E' iniziata la stagione 2017/2018: al centro sportivo dell'Empoli si ritrovano allenatore, staff e giocatori (video agenzia Carlo Sestini) LO SPECIALE SUGLI AZZURRI

 

Ma i piani cambiano in corsa, già dal mese di luglio. E per un motivo semplice. Il mercato esplode. Ma esplode davvero. Soprattutto quello in uscita. Il ds Accardi riesce a piazzare molti dei giocatori, incassando bene e liberandosi di ingaggi pesantissimi. E siccome l’appetito vien mangiando, anche gli acquisti crescono in numero e qualità. Il 10 luglio inizia la preparazione, con un traffico di arrivi e partenze degno di Roma Termini più che del Castellani. Inizia a prendere forma una squadra competitiva. Ma, prima, c’è da ricucire un rapporto, quello coi tifosi, raso al suolo non tanto dall’esito quanto dal logorante scorrere della stagione precedente. Così il 17 luglio, alla prima amichevole, il mancato saluto della squadra ai tifosi fa scattare la contestazione. Gli azzurri si scusano e ripartono. Con il mercato continua a imperversare e un precampionato consumato fra luci e ombre.

 

Ombre che si addensano ancora di più ad inizio agosto. Quando il Renate, ai rigori, sbatte fuori l’Empoli dalla Coppa Italia al primo turno. I dirigenti intensificano ancora gli sforzi sul mercato. La cessione di Diousse in Francia, pagata quasi in unica rata, è decisiva. Decisiva per mettere a segno il colpo dei colpi. Il 18 agosto l’Empoli vince il braccio di ferro con il Parma e prende Ciccio Caputo dall’Entella per 2,5 milioni più bonus. E’  il segnale che insieme al vento (“di solito i giocatori a queste cifre li vendiamo…” sentenzia Corsi) è cambiato anche il progetto. L’Empoli ha deciso che in questo campionato di Serie B può e deve dire la sua. Tanto che Krunic, considerato il pezzo pregiato, viene tolto dal mercato. La corsa inizia il 26 agosto, a Terni. Finisce 1-1 con acuto firmato proprio dal bosniaco…

 

Alti e bassi

 

È il debutto interno del 3 settembre, però, che fa drizzare le antenne. L’Empoli rifila tre sberle al Bari e mette subito in luce una coppia-gol destinata a lasciare segno in questa trionfale cavalcata: Caputo ne fa due, Donnarumma (uno dei primi acquisti in ordine di tempo) firma l’altro. E’ nato un attacco da sogno. Che colpisce anche con Palermo, Ascoli e Parma. Dietro, però, qualcosa non va. I gol subito sono troppi e quando là davanti tirano il fiato, il 23 settembre al Castellani col Cittadella, arriva la prima sconfitta. Subito doppiata la settimana successiva, quando ad Avellino emergono i limiti di una squadra che lascia intravedere un potenziale enorme, ma lo sfrutta solo a tratti: dal 2-0 a favore al 3-2 per gli irpini.

 

La marcia riprende ad ottobre col Foggia, poi in casa della Virtus Entella. La data del 21 ottobre, invece, diventa, di quella da evidenziare col circoletto rosso: l’Empoli perde 1-0 a Venezia incassando la rete decisiva allo scadere. Ma, soprattutto, sarà l’ultima partita senza un gol segnato. La continuità nel produrre acuti, però, non trova eguali nel rendimento della squadra che saltella fra alti e bassi: vittoria sul Pescara, ko (ancora in rimonta) a Salerno.

 

Una situazioneche resta tale a novembre: pari interno con lo Spezia e sconfitta a Vercelli dopo il vantaggio iniziale. E’ l’11 novembre e anche questa è una data limite. Perché non ci saranno altre cadute e perché la società interviene battendo il primo colpo: annullato il giorno di riposo. La vittoria sul Cesena e il pareggio acciuffato in extremis col Frosinone (al 90’ 1-3, al triplice fischio 3-3) confermando l’idea di un gruppo che ha lo spirito giusto, che non vuole mollare niente ma che ogni tanto si blocca.

 

E' l'Empoli di CaputMundi Una rimonta pazzesca con gli acuti di un bomber pazzesco: doppietta nel recupero per confezionare il 3-3 col Frosinone. L'Undertaker delle difese avversarie fa impazzire il popolo del Castellani LO SPECIALE SUGLI AZZURRI

 

La svolta

 

Dicembre. Così si apre il mese della svolta, l’ultimo del 2017. L’Empoli pareggia a Novara e poi vince al Castellani con il Carpi. Il rigore procurato e realizzato da Donnarumma regala i 3 punti, ma non scaccia le nubi che si stanno profilando all’orizzonte. Così il successivo pareggio (altra rimonta subita) del 16 dicembre a Cremona innesca una mossa che sembra azzardata ma che risulterà decisiva. Il giorno dopo l’Empoli solleva dall’incarico Vivarini e tutto il suo staff. Sembra un azzardo perché la squadra è in serie positiva e, comunque, in linea coi programmi. Secondo il presidente Corsi e i direttori Accardi e Butti, però, non è in linea con quello che potrebbe fare. Il 3-5-2 voluto dall’allenatore abruzzese non convince, anche perché costringe alla panchina un tipetto niente male che si chiama Miha Zajc, e il tecnico non sembra intenzionato a battere altre strade. L’esonero è una sorpresa, insomma, ma il sostituto ancora di più. Fra i tanti nomi che circolano (Drago, Mandorlini, Toscano e altri ancora…) ne spunta uno inaspettato, sorprendente: Aurelio Andreazzoli . Un professionista del pallone, ma nell’ultimo decennio sempre nel ruolo di secondo. Per anni di Spalletti, ma anche di Garcia, Luis Enrique e via dicendo. In estate ha lasciato Roma per fare… il nonno. Ma quando l’Empoli lo chiama accetta la sfida. Al debutto, poco prima di Natale e pochi giorno dopo il suo arrivo, colpisce l’immagine con cui accoglie il gol del vantaggio (momentaneo, finirà 1-1) di Zajc al Brescia: una maschera che non tradisce la minima emozione. Sembra il solito Empoli a corrente alternata, insomma. Ma l’anno si chiude con la vittoria di Perugia. Gli azzurri, che ora giocano con il 4-3-1-2 fanno vedere qualcosa di diverso. Qualcosa che lascia ben sperare.

 

L'azione perfetta dell'Empoli: in gol dopo 30 passaggi Una manovra da manuale porta gli azzurri a segnare il momentaneo 2-0 (il finale sarà 4-0) nello scontro al vertice col Palermo: tutti gli 11 giocatori di Andreazzoli toccano almeno una volta la palla (video concesso dall'Empoli Fc) LO SPECIALE SUGLI AZZURRI

 

La gloria

 

Una sensazione che la vittoria interna sulla Ternana (decide Castagnetti con un missile da casa sua) conferma e che diventa certezza nel resto di un gennaio stratosferico. Che è anche il mese del mercato aperto e che vede gli azzurri protagonisti anche in questo caso. L’Empoli s’accende definitivamente a Bari, quando stende i pugliesi con un 4-0 che sa d’impresa.

 

Ma fa ancora meglio nella sfida successiva, quando al Castellani l’allora capolista Palermo viene annichilita da un altro poker che inaUgura un febbraio splendido. Debuttano anche 3 dei nuovi acquisti: il portiere Gabriel, arrivato a poche ore dal grave infortunio che ha tolto di mezzo Provedel (a conferma dell’impegno totale e assoluto della società), il difensore Maietta (subito leader della difesa) e il centrocampista Brighi (subito a segno). Ad Ascoli l’Empoli torna a prendere gol ma ne fa 2 e vince ancora. L’arrivo del Parma riaccende i fuochi d’artificio: è un altro 4-0 per gli azzurri. I pareggi con Cittadella e Avellino rallentano un po’ la corsa, ma non la fermano.

 

Con l’arrivo di marzo il momento di massimo splendore sembra passato, è vero, ma oltre alla qualità oggettive ora ci sono equilibrio, tante armi da sfruttare e lo spirito di chi non vuole mollare niente. A farne le spese, in rapida successione, sono Virtus Entella, Venezia, Pescara e Salernitana. Tutte vittorie conquistate con il gioco ma anche con il sudore. Tutte vittorie che scavano un solco sempre più consistente fra l’Empoli e il resto  della compagnia.

 

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Anche perché l’Empoli non cambia passo. Inaugura aprile vincendo il recupero di Foggia e prosegue pareggiando con lo Spezia. È un periodo segnato anche da qualche assenza e qualche acciacco. Ma ogni ostacolo viene non solo superato ma addirittura spazzato via. Con un pizzico in più di fatica ma anche con tanta personalità, prima Pro Vercelli e poi Cesena vengono battute. Il vantaggio diventa abissale, da doppia cifra. Ma la voglia di vittorie e di Serie A del gruppo di Andreazzoli (ormai diventato “nonno Aurelio” per il popolo azzurro) non si placa. L’ennesima prova arriva dall’ultimo big match in calendario, quello dei Frosinone. Gli azzurri, due volte sotto, per par condicio rifilano 4 sberle anche ai ciociari (in casa loro) e bussano alle porte del paradiso. E poi le porte si sono aperte...

 

La festA dell'Empoli, la festA di Empoli Gli azzurri in Serie A a 11 mesi dalla retrocessione. Il trionfo azzurro è anche quello della città e di un feeling ritrovato e più forte che mai LO SPECIALE

 

 

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