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Liste di attesa, i rimedi per ridurle non bastano

A Empoli e in Valdelsa ci vuole anche un anno per una prestazione tra carenze d'organico e di posti

EMPOLI. Una visita endocrinologica? Ottobre 2019. Idem per sdraiarsi sul lettino dello psicologo, mentre per un campo visivo si va a dicembre del prossimo anno. Per un controllo all’esofago di un malato grave e invalido civile occorre attendere febbraio. Segnalazioni di lettori degli ultimi giorni che raccontano di una popolazione esasperata dalle attese per un esame. Ci sarebbe il cosiddetto “fast truck”. Ma da più parti, il coro è unanime: «Non basta». Lo dicono i sindacati, ma anche i medici di base, parlando del sistema inserito dall’Asl Toscana centro per quelle che vengono chiamate “urgenze differibili, con cui i medici di famiglia contattano una sorta di Centro unico di prenotazione (Cup) di secondo livello, attraverso un numero verde, ottenendo l’appuntamento per il paziente che reputano urgente, in un massimo di 48 ore. «Funziona – dice il dottor Luciano Fanciullacci – Ma servono anche altre misure». Sulla stessa lunghezza d’onda il sindacalista del Nursind, Gianni Piccini: «I risultati del fast truck sono buoni, ma rispondono alle esigenze di pochi pazienti, rispetto a quanti avrebbero bisogno di esami più veloci. Ci sono casi in cui i medici di base non utilizzano completamente il sistema. Ma le carenze d’organico e l’organizzazione generale sono scogli che, al momento, rendono difficile risolvere il problema delle liste d’attesa»

A conferma dei problemi legati al numero di medici, infermieri e operatori sanitari presenti nei reparti dei vari ospedali dell’Asl Toscana Centro (che raggruppa i territori di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli), spiega ancora Fanciullacci: «Parlando con un primario di un reparto del San Giuseppe di Empoli, è emerso un quadro allarmante. Cinque medici sono andati via per vari motivi. Ma in loro sostituzione ne è arrivato solo uno. La carenza d’organico è reale, ma devo ammettere che dai confronti che i medici di base stanno avendo coi loro colleghi degli ospedali sta emergendo la volontà di creare accessi più semplici per i pazienti ai servizi sanitari. Il problema, semmai, è un altro. Le prestazioni diagnostiche della radiologia di Empoli, il cinquanta, sessanta per cento è assorbito dal pronto soccorso, il 20% dai reparti e il 20% da oncologia. Per i medici di base resta un dieci per cento che non basta per le richieste che abbiamo. Forse servirebbero più risorse. Ma questa è una questione politica, su cui grava anche l’accorpamento tra quattro Asl che non è ancora strutturata.

E poi la politica. Elemento che, secondo Corrado Catalani, responsabile dei medici della Funzione pubblica di Cgil, è la chiave di volta per inquadrare il problema: «La Regione ha messo a bando 2,8 milioni tra visite specialistiche ed ecografie. Un valore economico che equivale a 72mila prestazioni divise equamente tra i due casi. I dati ci dicono che servirebbero tra i sedici e i venti medici al giorno per smaltire questa mole di lavoro,

in un’azienda sanitaria che, in organico, ne ha 2.200. È possibile che con tutti questi dottori si debba assegnare alla sanità privata così tante prestazioni? È la volontà politica a incidere in queste scelte. Anche perché dal 2015, in Toscana la spesa per la sanità è in drastico calo».

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