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A 6 anni raccoglie nel parco la siringa sporca di sangue

Il nonno sotto-choc a Empoli: «È una vergogna, ce n’erano altre due. Per fortuna non si è bucato, ma qualcuno deve intervenire»

EMPOLI. «Nonno, guarda cosa ho trovato». Il piccolo ha qualcosa in mano, l’uomo si avvicina incuriosito e resta impietrito: il nipotino mostra una siringa sporca di sangue. La strappa dalle mani del bambino e la getta per terra, terrorizzato. Teme che nel frattempo si sia bucato. Per fortuna, non è così: è protetta dal cappuccio. Si guarda intorno e ce ne sono altre due.

Tutto questo in uno giardino pubblico, nel cuore della città, accanto al vecchio ingresso della biblioteca comunale di Empoli, a due passi dalla sede della Misericordia.

Uno spicchio di verde che ha fatto da teatro a una scena drammatica, che non ha avuto conseguenze terribili soltanto per un puro caso.

Un bambino di sei anni, che stava giocando insieme al nonno, ha rischiato di bucarsi con un ago abbandonato da uno sconsiderato. E, peraltro, non è la prima volta. Le segnalazioni si moltiplicano da mesi, anche Il Tirreno, più volte, ha pubblicato proteste corredate da foto. Che sono state finora ignorate.

Il giardino è meta quotidiana di tossicodipendenti, così come il parco Mariambini, dove però la sindaca Brenda Barnini ha annunciato un piano da 100.000 euro per “bonificarlo” (con illuminazione, telecamere e nuovi giochi per bambini), o come avveniva in passato per il giardino di Largo della Resistenza, dove – per risolvere il problema – l’amministrazione comunale ha installato i cancelli automatici, mettendo a disposizione l’area per la ricreazione degli alunni della scuola primaria “Leonardo da Vinci”, con i volontari che effettuano un giro di perlustrazione e controllo prima dell’arrivo dei bambini.

In via Cavour, invece, la situazione è sempre la stessa, con il degrado e (soprattutto) i pericoli ancora padroni dell’area. Come dimostra quanto è avvenuto sabato 14 aprile, intorno alle 11: «Mi trovano nel giardino insieme al mio nipotino – racconta il nonno – quando l’ho visto con quella siringa in mano, sono rimasto sconvolto. Per fortuna non si è bucato: ho controllato bene, il cappuccio era ancora inserito». Ma resta tutta la gravità dell’episodio: «Non è possibile che possa accadere una cosa del genere in un parco pubblico in centro. Mi auguro che qualcuno intervenga, che si prendano provvedimenti: più controlli, telecamere o qualsiasi altro deterrente. L’importante è che si faccia di tutto per allontanare i tossicodipendenti». Il nonno è ancora terrorizzato per ciò che è successo e, soprattutto, quello che sarebbe potuto accadere: «E se invece di correre subito da me a

mostrarmi la siringa, ci avesse giocato? Avrebbe potuto anche togliere il cappuccio», inconsapevole del pericolo: «Meglio che non ci pensi, altrimenti mi sento male. Però spero che tutto questo serva da lezione anche per chi avrebbe il compito di garantire la sicurezza in un parco pubblico».

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