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Ciclista morta, stamani prevista l’autopsia

A disporla la procura per accertare le cause del decesso, nella casa c’erano   una sostanza oppiacea e siringhe. Non sono stati trovati, invece, biglietti   

GAMBASSI TERME. Proseguono gli accertamenti sulle circostanze della morte di Ilaria Rinaldi, l’ex ciclista professionista trovata senza vita la mattina di pasquetta nella sua casa di Badia a Cerreto, nel comune di Gambassi Terme. Il pm della procura di Firenze Paolo Barlucchi ha disposto ieri mattina l’autopsia, che sarà eseguita probabilmente oggi e servirà a fare luce sulle cause della morte della donna, di 33 anni. I carabinieri della compagnia di Empoli hanno effettuato una serie di controlli e rilievi nella casa della ciclista, nel corso dei quali non sono stati trovati biglietti o altri elementi che possano far pensare a un gesto volontario.

Rinvenuta, invece, nell’abitazione una sostanza oppiacea come confermato dai primi accertamenti basati sull’uso di determinati reagenti che hanno particolari reazioni a contatto con le droghe. Sempre nella casa sarebbero state sequestrate anche delle siringhe. L’ipotesi più probabile è che Ilaria sia morta di overdose, ma per avere un quadro più chiaro si dovrà attendere l’autopsia. A dare l’allarme sono stati i familiari, che non riuscivano più a contattarla. Al loro arrivo, i sanitari del 118 hanno tentato invano di riportare Ilaria alla vita, ma per la campionessa, nata e cresciuta nella sua Castelfiorentino, non c’è stato nulla da fare. Adesso non resta che attendere i risultati dell’autopsia, per fare finalmente luce sulla tragedia che ha colpito Ilaria. Da poco si era trasferita nella casa di Badia a Cerreto, nella sua amata Valdelsa. A suo tempo, dopo il vittoria tricolore nel 2007 le fu inflitta una squalifica di due anni per doping dopo che l’anno precedente venne trovata positiva al testosterone in una gara Elite under 23 che si era svolta a Zeulenroda, in Germania. Attualmente Ilaria, pur non essendo più professionista dal 2010, correva però regolarmente nelle gare di granfondo: il suo talento era ancora vivo, e le permetteva di inanellare successi di categoria uno dietro l’altro. Una vita in sella alla bici, quella di Ilaria, che aveva iniziato a vincere a 12 anni, prima con il team Cintolese, poi con il club Emanuela di Pistoia. Una scelta quella delle due ruote maturata dopo i tentativi con il volley e con

il calcio: «Gli sport di squadra – raccontava – non erano adatti alle mie caratteristiche». Ai primi successi da giovanissima segue un crescendo di vittorie che culmina nel 2007, quando con la maglia azzurra conquista il tricolore Under 23 di ciclocross.

Matteo Leoni

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