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Posta consegnata solo ogni 3 giorni per 30.000 persone

Anche a Vinci il recapito alternato. Il sindaco: «Problema serio». Stessi tagli a Gambassi Terme, Montaione e Cerreto Guidi

VINCI. Un cittadino su sei nel circondario riceverà la posta a giorni alterni. Oltre 34mila abitanti che a partire dal prossimo mese vedranno bussare il postino una volta ogni tre giorni. Dopo Montaione, Gambassi e Cerreto, infatti, l'ufficializzazione del piano di riduzione del servizio è arrivata anche per Vinci.

I quattro comuni dell'Empolese Valdelsa erano stati inseriti in quella che l'azienda presieduta da Matteo Del Fante ha definito la terza fase di un'operazione che dal 2015 ad oggi ha riguardato oltre 5mila municipi. Inevitabile la rabbia dei primi cittadini. Mentre il consigliere regionale Enrico Sostegni annuncia un'interrogazione alla giunta regionale per l'apertura di un tavolo di confronto con Poste. «Il problema è serio – spiega Giuseppe Torchia, sindaco di Vinci – siamo un territorio da 15mila abitanti con una forte presenza di attività produttive e il recapito a giorni alterni rappresenta un disagio enorme. La preoccupazione più grande riguarda proprio le aziende, che dal ritardo potrebbero avere uno svantaggio dal punto di vista economico e di organizzazione. Certo è che singolarmente poco possiamo fare. Quello che auspico è una presa in carico della questione da parte della Regione e di Anci, che già hanno organizzato un incontro con Poste prima della fine dell'anno».

La terza fase del piano della società postale era stato annunciato all'inizio dello scorso anno, ma la data di partenza era rimasta da definire. La riserva su questo è stata sciolta solo in questi giorni, fissando un termine vicino, anzi vicinissimo. Il recapito a giorni alterni nei quattro comuni del circondario partirà dal prossimo mese di aprile con un impatto su una popolazione molto numerosa, considerando i quasi 15mila abitanti di Vinci, gli 11mila di Cerreto, i 4.800 di Gambassi e i 3.700 di Montaione.

Dall'annuncio alla messa in pratica del piano sul territorio è trascorso, come dicevamo, un anno. Dodici mesi in cui i sindaci hanno provato a modificare la decisione percorrendo varie strade, ma senza riuscire ad incidere su un provvedimento che parte dalla direzione centrale e che è motivato in prima istanza dal calo delle consegne registrato negli ultimi anni. Uno degli ultimi tentativi partito proprio dall'Empolese Valdelsa è stato l'invio di una lettera congiunta dei quattro primi cittadini interessati al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda. Una missiva in cui si chiedeva di attivare un tavolo di confronto tra Comuni, Regione e Poste. L'appello, sfociato nell'incontro del dicembre scorso, però non ha sortito gli effetti sperati e nel giro di pochi mesi si è passati alla riduzione del servizio vera e propria

. «Qualcosa si è tentato di fare in questi mesi e stiamo lavorando ancora per riuscire a cambiare il provvedimento – prosegue Torchia – rimaniamo in contatto con gli altri sindaci e nel frattempo alcuni di noi sono già stati contattati da Poste per avere un confronto sulla questione».

Sulla vicenda è intervenuto anche Enrico Sostegni, ex sindaco di Capraia e Limite e consigliere regionale, che ha annunciato di voler fare un'interrogazione affinché la stessa giunta regionale torni sulla questione. «Inizialmente il piano doveva riguardare piccole comunità – dichiara Sostegni – ma da quanto emerso nell'ultimo anno ad essere coinvolti dal recapito a giorni alterni sono anche comunità grandi e con un impatto pesante su attività produttive importanti. Di concerto con i sindaci della zona presenterò nei prossimi giorni un interrogazione alla giunta regionale per chiedere l'apertura di un nuovo tavolo con Poste. Ci sarà da capire quali saranno i tempi, ma è necessario discutere con l'azienda per trovare dei margini di riduzione del disservizio

che si viene a creare. Comprendiamo che i flussi di consegna sono diminuiti e che nel frattempo il panorama postale è stato interessato dall'avvento di società private in concorrenza. Tuttavia, c'è bisogno di un ragionamento su questo e se possibile anche di un cambio di rotta».

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