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Albor, licenziati almeno 16 operai e intanto l’acquirente sparisce

Albor, licenziati almeno 16 operai e intanto l’acquirente sparisce

La proposta della proprietà prevede la riduzione di sei esuberi, la parola ora passa all’assemblea Lippi (Cgil): «Trattativa estenuante, abbiamo strappato qualcosa ma rimaniamo insoddisfatti»

GAMBASSI TERME . Non sono bastati i sacrifici, le proposte di ridursi l'orario di lavoro e la disponibilità dimostrata dai lavoratori. E alla fine anche l'interessamento da parte di una società romana a rilevare l'attività della Albor è sfumato. Per gli operai dell'azienda di cornici di Gambassi la giornata di ieri, trascorsa scioperando sotto la sede dell'unità di crisi della Regione, è stata un incubo.

La proposta della proprietà, dopo ore di trattativa, è stata di ridurre a 16 gli esuberi con un incentivo per chi non si oppone al licenziamento. Salvi 6 posti di lavoro, seppure tre di questi verranno ridotti a part-time, in attesa di capire cosa deciderà il giudice nell'udienza definitiva di domani. «È stato un incontro difficilissimo – commenta Alessandro Lippi della Fillea Cgil alla fine della riunione a cui erano presenti anche i vertici aziendali e la dottoressa Carmen Toscano in rappresentanza della Regione – solo dopo una trattativa estenuante siamo riusciti a ridurre di sei unità il numero di esuberi. Si tratta comunque di una proposta nettamente insoddisfacente. I lavoratori che verrebbero licenziati beneficerebbero di un incentivo all'uscita, ma non perderebbero il diritto ad una riassunzione nel caso in cui l'azienda fosse ceduta o affittata da altri».

Proprio questa era stata la speranza delle ultime settimane. Una speranza che purtroppo si è vanificata proprio quando sembrava ad un passo dal realizzarsi. «La società romana, che avrebbe dovuto avere un incontro con le istituzioni in questi giorni – continua Lippi – è letteralmente sparita. Rimane l'attuale proprietà, che ha chiesto al tribunale un concordato in continuità per poter proseguire l'attività e valutare se arrivassero offerte da altri investitori».

Intanto il cronoprogramma è serrato. Oggi, infatti, i lavoratori avranno un assemblea nella quale dovranno decidere se sottoscrivere la proposta dell'azienda o no. Domani, invece, si terrà l'udienza del tribunale, che scioglierà il nodo sulla possibilità di andare avanti con un concordato in continuità oppure di dare avvio alla procedura di fallimento. Giovedì è convocato un nuovo incontro in Regione per l'eventuale firma dell'accordo. Le lettere di licenziamento partiranno in ogni caso all'inizio della prossima settimana, dal momento che la procedura di mobilità è in scadenza. «Ancora una volta la cattiva gestione da parte di una proprietà ricade sulle spalle dei più deboli – attacca il responsabile Fillea – questa è una salvaguardia che non ci convince, anche se siamo riusciti a strappare alcuni elementi.

Il più importante è aver mantenuto l'azienda sopra i 15 dipendenti, in modo da avere accesso ad ammortizzatori sociali migliori e di garantire l'assunzione di lavoratori in categoria protetta. In ogni caso il sindacato si rimette alla decisione dell'assemblea di oggi».
 

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