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Rapinato con la pistola alla gola nel parcheggio di un supermercato - Video

Assalto nel parcheggio di un supermercato a Empoli, tre banditi in fuga con 250 euro. Il pensionato sotto choc: «Ho avuto tanta paura»

Empoli, rapinato nel parcheggio con la pistola alla gola. La testimonianza Terrore a Serravalle, quartiere di Empoli: ecco il racconto del pensionato rapinato in un parcheggio di un supermercato (intervista di Francesco Turchi, video Agenzia Sestini)

EMPOLI. «Mi ha puntato la pistola alla gola. In quei momenti non ho certo pensato ai soldi, avevo soltanto tanta paura». Un incubo che si materializza in pieno giorno, nel parcheggio di un supermercato. La vittima è un pensionato, uscito di casa per andare a comprare il pane. Roberto Simoncini, a bordo della sua Fiat Panda, per raggiungere il Simply Market, distante appena un chilometro e mezzo. Un tragitto fatto chissà quante volte. Ma ieri è accaduto qualcosa che difficilmente riuscirà a dimenticare. Sono le 9.45 e il destino vuole che il parcheggio di via Isonzo, nel quartiere di Serravalle, sia praticamente vuoto. «Stavo per fermarmi, quando una macchina mi ha tagliato la strada e si è fermata a pochi centimetri dal mio sportello». È un’utilitaria nera. Roberto – sotto choc – non riusce a distinguere il modello.

Ma vede bene chi c’è a bordo: «Tre persone. Due donne, che non sono scese. Una sul sedile anteriore e l’altra su quello posteriore. Con loro c’era un uomo», che è l’autore materiale dell’assalto. Il pensionato non riesce ad aprire lo sportello, mentre il rapinatore gli piomba addosso: «Avrà avuto 30-35 anni, alto almeno un metro e ottanta; corporatura medio/robusta, capelli scuri corti, carnagione olivastra e indossava una maglia scura. Parlava italiano, sinceramente non ho notato particolari accenti».

Quel flash gli è rimasto stampato nella mente, anche perché è lui che lo minaccia, mentre le due ragazze restano a guardare: «Mi ha detto di dargli i soldi, ma io gli ho risposto che non ne avevo».

Il bandito non abbocca. Lo “perquisisce”, e mette le mani sul bottino: «Mi ha frugato nelle tasche del giaccone e ha sentito il portafogli. L’ha preso e l’ha svuotato: dentro c’erano duecentocinquanta euro. Poi me l’ha tirato in macchina».

Un’azione fulminea, nel “deserto” del parcheggio: «Sembra incredibile, ma mi sono guardato intorno e non c’era nessuno – racconta Roberto –. Non ho potuto neanche chiedere aiuto».

Una volta raggiunto l’obiettivo, la banda si dilegua: «Sono partiti in direzione di via Ticino, poi sono spariti. Non sono riuscito a prendere il numero di targa».

E a quel punto il pensionato, rimasto senza soldi e decisamente frastornato, si dirige verso il supermercato Simply: «Ho incrociato un dipendente che stava uscendo, l’ho fermato gli ho raccontato la cosa. Mi ha subito portato dentro, mi ha fatto sedere e ha chiamato i carabinieri».

Che dalla mattina di sabato 10 marzo sono a caccia dei responsabili di un assalto andato in scena in una zona non coperta dalle telecamere; e anche nei dintorni – secondo quanto è emerso dalle prime verifiche – non ci sono impianti di videosorveglianza privati in grado di fornire elementi utili ai fini delle indagini condotte dai militari della compagnia di via Tripoli guidata dal capitano Giorgio Guerrini, chiamati a far luce su un episodio inquietante, anche se per il momento resta comunque un fatto isolato.

A Roberto Simoncini, al di là dell’auspicio di vedere in manette i tre (anche se le due donne non hanno partecipato attivamente alla rapina), resta tanta amarezza, ma anche la consapevolezza che la rapina avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi: «Alla fine mi è andata bene. Si sono presi i soldi, pazienza. Ma in quei momento ho avuto soprattutto paura che mi facessero del male. Sentire il metallo sulla pelle non è stata una bella sensazione. E poi con certa gente non si sa mai come può andare a finire».

 

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