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Nel “ristorante” dei nonni empolesi il cuoco ha 86 anni - Video

Ogni giorno fanno la spesa e cucinano pranzi low cost: «Così battiamo la solitudine»

Il cuoco di 86 anni che cucina pranzi low cost per i suoi coetanei Si ritrovano tutte le mattine, vanno a fare la spesa, cucinano e poi mangiano. Tutti insieme allo stesso tavolo. Perchè, come dice la signora Vincenza: "A casa che ci si sta a fare?". Loro sono i "nonni" dell'Auser di Empoli che cucinano low cost per i loro coetanei. L'articolo

EMPOLI. Si trovano ogni giorno, a tavola, tutti assieme. Sono anziani ma dentro si sentono ancora dei ragazzini. Così, per non rimanere soli, prima comprano il cibo ogni mattina e dopo mangiano allo stesso tavolo, grazie ai cuochi dell’Auser di Empoli. Perché alla vecchiaia e alla carta d’identità che ingiallisce si può rispondere anche così, guardandola in faccia e godendosi le gioie della “terza età”. È quello che succede nella sede delle Pubbliche Assistenze Riunite, a Empoli. Pagando una piccola cifra (3,50 euro) i commensali hanno diritto ad un pranzo fatto di tutto punto, con ingredienti comprati la mattina stessa. Il cuoco storico è, ad esempio, Alessandro Bicchierai, 86 anni: passato da macellaio e poi da magazziniere, è un po’ il “re” di questa cucina, dove è coadiuvato principalmente da donne. Arriva in sede con degli occhiali da sole neri, modello “da giovani”, verrebbe da dire.

Una delle volontarie Auser in cucina...
Una delle volontarie Auser in cucina (Foto Agenzia Carlo Sestini)


E poi ti travolge con la sua simpatia, raccontando tante storie: «Facciamo i turni, abbiamo 5 cuochi che si danno il cambio lungo la settimana. Al mattino andiamo a fare la spesa, poi cuciniamo per una ventina di persone. Lo facciamo per stare assieme, con tanta voglia». Quando andiamo al “ristorante” Auser, ad aiutare Bicchierai ci sono Rosanna Grappi (70 anni, ex pasticcera in pensione), Iolanda Bartoli (81 anni, ex mezzadra) e Vincenza Antona (77 anni, tanti lavori alle spalle).

Storie di migrazione, magari dal sud. E di gente che si conosce, per caso, finendo per fare amicizia, in un’età che nel sentire comune non è considerata molto adatta al divertimento e allo stare assieme (se non coi nipoti). «Mi sono avvicinata all’Auser – racconta Iolanda – dopo esser diventata vedova. L’ho fatto perché avevo bisogno di uscire di casa».

I preparativi (Foto Agenzia Carlo...
I preparativi (Foto Agenzia Carlo Sestini)


«Arrivata alla pensione – aggiunge Vincenza – mi son dedicata al volontariato, al dare una mano. Perché, alla fine, che ci si sta a fare in casa?». Frasi dette con semplicità, che in 10 parole riassumono lo spirito di tutti. Poi ci sono loro, i “commensali”: c’è l’ex poliziotto della stradale, il negoziante e la…mondina. «Spesso noi anziani siamo soli – racconta Giuliano Ciampolini, ex negoziante – e quindi ci troviamo qui per stare assieme, mangiando e chiacchierando del più e del meno. Devo dire che i volontari che cucinano sono veramente bravi». Ma c’è anche chi ha fatto una vita un po’ più movimentata, indossando una divisa negli anni di piombo: «Vengo da Palermo – racconta Walther Caronna, 76 anni – poi sono arrivato ad Empoli perché trasferito alla stradale. Oggi sono in pensione e qui passo il tempo, stando insieme ad altre persone». Certo, tra il fare gli inseguimenti e pranzare all’Auser il livello dell’adrenalina scende decisamente. Ma qui si condensano anche storie di immigrazione, dal sud ma anche dal nord. Libera Zuin ha 92 anni e il viso di chi ha combattuto: da Pavia, poi a Torino, Milano e infine ad Empoli, dove si è sposato il figlio. Libera racconta di una vita di lavoro e sacrificio: «Ho lavorato nelle risaie, ho cresciuto i nipoti: mai avuto un acciacco. Adesso abito qua vicino e mi piace stare assieme a queste persone». Persone che si emozionano e un po’ si scherniscono dinanzi ad un taccuino e ad una macchina fotografica. Ma che ti fanno sentire quell’atmosfera da “casa dei nonni” che vive nei ricordi di ognuno di noi. Nonni che – e qui emerge il particolare più “simpatico” – sono guidati da una donna che potrebbe essere proprio una nipote.

La presidente Auser Camilla Cerbone
La presidente Auser Camilla Cerbone

La presidente dell’Auser, infatti, è Camilla Cerbone, 32 anni: «Sono un po’ la nipote di tutti – racconta – abbiamo modi di pensare diversi e alla fine ci completiamo. Questo è un progetto importante per chi è solo, che si aggiunge ad altri: ci sono i lunedì culturali, alla sede in via Lavagnini; le tombolate dopo pranzo; la ginnastica dolce; le domeniche dedicate al ballo liscio a Cortenuova. Ma c’è spazio anche per la solidarietà: l’ex scuola di Ponzano ospita la sartoria solidale, dove vengono realizzate le “pigotte” per raccogliere fondi. Senza dimenticare che portiamo i pasti pronti alle famiglie che ne hanno bisogno». 

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