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Droga sequestrata a bambini di 12 anni

Il sostituto commissario Danilo Di Stefano in cattedra all’Iti di Empoli per una lezione contro l'abuso di sostanze stupefacenti: «Ragazzi, riflettere e poi decidere cosa fare della vostra vita»

EMPOLI. Il rapporto dei più giovani col mondo delle droghe è qualcosa da approfondire, per far capire alla prossima classe dirigente quali sono i rischi nell’approcciare il consumo di sostanze stupefacenti.

Da anni la polizia va nelle scuole, proprio con questo obiettivo: far vedere e capire agli studenti cosa contiene la normativa sul tema in questione, oltre a cosa c’è dietro a produzione, commercio, uso e abuso di sostanze stupefacenti. Giovedì 8 febbraio, ad esempio, il sostituto commissario di polizia Danilo Di Stefano, ha tenuto una lezione di 45 minuti a due classi prime dell’Iti, istituto Ferraris Brunelleschi.

Di Stefano, usando delle slides, ha fatto una rapida carrellata sulle tipologie di droghe oggi esistenti, concentrandosi poi sulla cannabis, che è quella a cui ci si avvicina più spesso, anche nell’universo scuola: «I vostri compagni, i professori, le forze dell’ordine, i dottori e soprattutto le famiglie sono il vostro primo appiglio a cui chiedere aiuto. La questione della dipendenza è centrale anche nelle scuole: qui siamo in una scuola superiore, ma a volte capita di fare sequestri anche a ragazzini di dodici anni. E non è facile».

Poi Di Stefano si è appellato ai ragazzi: «Dovete riflettere e poi decidere cosa fare della vostra vita. Non vi fissate su chi parla solo di vantaggi e chi di svantaggi. O su chi vuole liberalizzare o proibire: informatevi e pensate. Non c’è una diretta connessione fra le droghe leggere e quelle pesanti ma la letteratura attuale ci dice che spesso chi finisce a consumare ad esempio eroina ha cominciato con gli spinelli. Spesso si pensa alla marijuana come una droga da consumare a scopo ricreativo, ma uno spinello può far male ad un ragazzo. Provate a pensare che usa la droga e controllatene il rendimento scolastico, per capire quali effetto ha sulla memoria. Per non dimenticare con quali prodotti certe sostanze vengono estratte: in alcuni casi si usano i solventi, che ne aumentano la tossicità».

Di Stefano, responsabile dell’ufficio anticrimine del commissariato di Empoli, è diventato un habitué di questi incontri, rivolti agli studenti del biennio. Nel corso degli anni gli studenti hanno potuto apprendere, attraverso un linguaggio semplificato e più adatto alla loro età,

cosa prevede la normativa sugli stupefacenti e quali siano le responsabilità di carattere penale (e non solo) legate allo spaccio. Tutto questo grazie a chi ogni giorno è impegnato nella lotta al crimine, compreso lo spaccio. Gli incontri continueranno nelle prossime settimane.
 

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