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Treni, lavoro e fantasia: ora il plastico di Paolo è da record regionale - Video

Il certaldese Bartali aveva iniziato l’opera a Gambassi durante la cassa integrazione. Ora sfiora gli 80 metri quadrati grazie all’aiuto dei volontari

Paolo e il plastico da record: "Realizzato per amore di mio figlio" Paolo Bartali ha iniziato a costruire questo plastico durante la cassa integrazione. Con l'aiuto di alcuni volontari questo gioiello- che si trova a Badia a Cerreto nel comune Gambassi Terme - ha raggiunto gli 80 metri quadrati (video Giacomo Bertelli)

GAMBASSI TERME. Adesso, con i suoi quasi 80 metri quadrati, è il plastico ferroviario più grande della Toscana. Un traguardo costruito per far divertire il figlio Filippo e tanta passione, assieme all’aiuto di tanti volontari. Si trova a Badia a Cerreto, nel comune di Gambassi Terme, in un magazzino, ed è... cresciuto a dismisura.

Domenica 21 gennaio c’è stata una nuova apertura con l’installazione di una parte grezza (che sarà affinata a breve), sullo sfondo di Gambassi, e che di fatto consegna il titolo da record per grandezza legata al plastico. Questa nuova ala sarà gradualmente costruita, una scelta voluta da Paolo Bartali, fondatore dell’opera, che vuole far vedere a grandi e piccoli, come nasce un plastico ed accogliere le scolaresche, grazie anche alla realizzazione dei bagni che consentono così di poter ospitare i giovani studenti.

Alla nuova inaugurazione hanno partecipato centinaia di persone da tutta la Toscana, tra domande, curiosità, strette di mano e tanti telefonini in mano pronti per immortalare i treni in movimento, dai moderni fino ai vintage, mentre in cabina di regia si facevano emettere suoni come la partenza di una locomotiva. Così mentre i bambini restavano a bocca aperta, ammaliati dalle giostre, gli aeroplani, la neve e i numerosi dettagli, come l’anfiteatro e un gruppo musicale circondato dai fan in miniatura, i genitori si soffermavano con i volontari per capire come e quanto tempo si possa mai dedicare ad un plastico di queste dimensioni.

Paolo Bartali, Alessandro Ciocca e...
Paolo Bartali, Alessandro Ciocca e Alessio Mancini


«In un periodo in cui ero in cassa integrazione – racconta Paolo, magazziniere di 57 anni – nell’azienda di camperistica dove lavoro, ho ripensato a mio padre quando da piccolo mi portava sempre a vedere modellini di treni. Ho pensato a mio figlio e ho deciso di continuare questa tradizione ma stavolta di costruire qualcosa di importante. Significava impiegare il tempo per non pensare come un martello alle difficoltà della vita».

Così, iniziò un lavoro, silenzioso, nell’ombra, cresciuto mattoncino dopo mattoncino, con l’aiuto di alcuni volontari, lavoratori e padri di famiglia, che hanno deciso di dedicare il loro tempo, almeno 3 volte la settimana dopo cena, in questo plastico. Sono Alessandro Pistolesi, Alessio Mancini, Alessandro Ciocca e Giancarlo Biondi: «Senza di loro – spiega Paolo – non sarei qui, perché hanno dedicato molto tempo e mi hanno aiutato in ogni fase. Essere adesso qui, in mezzo all’abbraccio di amici ma anche di tanti appassionati a me sconosciuti è un regalo che ripaga dei tanti momenti passati insieme ad orari impensabili».

C’è Alessio Mancini, 49 anni, falegname: «Non ho esitato un secondo a spendere il tempo per Paolo, questa è una passione che ho nel sangue». Da Poggibonsi, un altro prezioso collaboratore è Alessandro Ciocca, impiegato tecnico ed esperto di modellini statici: «Non guardo l’orologio o il tempo speso, questo è un lavoro di squadra che andrà avanti ancora a lungo».

Con tutto l’aiuto e la buona volontà il plastico cominciò sempre più a prendere forma, crescendo e aprendo al pubblico ogni sabato. La svolta arrivò 2 anni fa quando l’adiacente attività chiuse i battenti e per Paolo si presentò l’occasione di demolire il muro che divideva i due magazzini ed espandersi.

Un sogno che è diventato realtà e che ha visto adesso posizionare la parte grezza che ospita Gambassi Terme sullo sfondo. Il paese termale dove vive Paolo con la sua famiglia e che ha ricevuto la visita del primo cittadino, Paolo Campinoti, proprio per proseguire questo percorso di valorizzazione: «Non è da escludersi una ulteriore crescita mentre sul lato della montagna abbiamo già qualche idea elettrizzante ma non ci sbilanciamo» conclude Bartali.

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