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Infartuato, fa 250 chilometri in ambulanza (a sue spese) ma all’ospedale non c’è posto

L’uomo, di Empoli, si è sentito male a Viterbo. Ha raggiunto la Toscana pagandosi l’ambulanza. Nell’Asl Centro nessun posto letto, finisce a Pontedera

EMPOLI. Colto da un infarto a Viterbo, portato in ambulanza a sue spese a Empoli (250 km), curato all’ospedale empolese San Giuseppe e poi infine, dopo una giornata di disagi e preoccupazioni, pronto per essere ricoverato in un reparto di cardiologia. Ma l’altra sera, nella grande area vasta Empoli, Prato, Firenze, Pistoia, non c’era un letto a disposizione per l’uomo, tra l’altro cardiopatico e già in cura a Empoli. Da qui la ricerca anche in altre strutture confinanti e la collocazione finale in un’altra azienda sanitaria, quella pisana, all’ospedale di Pontedera.

Sono giorni intensi per gli ospedali toscani, con il picco di influenza ad intasare reparti di degenza e pronto soccorso. Ma la vicenda che ha avuto come protagonista un cittadino di Empoli ha dell’incredibile. L’uomo che si è sentito male si trovava a Viterbo per lavoro. Nella città laziale, a quanto spiegato, non avrebbe trovato la cura e la sorveglianza che voleva. Non ci sarebbe stato neppure un supporto da parte della struttura sanitaria a trovare altre soluzioni in ospedali vicini.

Da qui la decisione di lasciare Viterbo e il Lazio, pagarsi il trasporto fino a Empoli in ambulanza con un costo di almeno 500 euro (un euro a chilometro di trasporto, questo è quanto la Regione rimborsa alle associazioni di volontariato per i viaggi). Poi l’arrivo al San Giuseppe alle 21,20 dove gli è stata praticata da un cardiologo la terapia per l’infarto. Alle 0,50 del giorno dopo la partenza per Pontedera perché nella Toscana centro- l’Asl che comprende le aree di Firenze, Pistoia e Prato - non c’era un solo posto letto a disposizione. «Un ennesimo scandalo intollerabile che testimonia il fallimento delle politiche sanitarie del Pd - attacca il consigliere regionale di M5S Andrea Quartini - e il peggioramento della qualità del servizio sanitario pubblico dovuto alla riforma Saccardi-Rossi».

«Può darsi che in questo momento i ricoverati cardiopatici siano molto numerosi - commenta Gianni Piccini del sindacato Nursind - Ma se così non fosse, e se i posti letto di cardiologia, che sono di nicchia, fossero adibiti ad altre patologie, tutto questo sarebbe intollerabile».

Di fronte all’odissea del paziente empolese, risponde l’Asl Toscana centro. «La rete ospedaliera toscana ha funzionato, il paziente,

che comunque non ha avuto bisogno di angioplastica, doveva essere ricoverato in una cardiologia e così è stato fatto grazie alla collaborazione con l’Asl Nord Ovest. Il paziente è stato portato all’ospedale di Pontedera con cui quello di Empoli ha rapporti di collaborazione».
 

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