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Smartphone vietato dentro al palazzetto; «Basta social, parlate»

La decisione dell’Asp Montelupo: «Le ragazze erano distratte da un utilizzo eccessivo, così preveniamo anche il bullismo». I cellulari devono essere depositati in un armadietto. Niente gare per chi infrange la regola

EMPOLI. Niente Whatsapp, niente social, niente foto o filmati. Basta con le app, i messaggini e le telefonate. Quando si entra in palestra il cellulare non si può più portare. Meglio una chiacchierata e due parole con un’amica, raccontarsi come è andata la giornata, cosa si farà la sera, che starsene soli seduti isolati dal resto del mondo a guardare video o a scegliere la giusta emoticon. Il telefonino si lascia in un cassetto e si riprende all’uscita.

Chiamatela disciplina, chiamatelo esperimento sociale, ma è in questo modo che il palazzetto dello sport di Montelupo è diventato il primo palazzetto “decellularizzato”. Si proprio così, lasciate i vostri smartphone, o voi che entrate. La curiosa iniziativa è opera della Asp Montelupo, società dilettantistica con centinaia di atlete tesserate che praticano pallavolo, ginnastica artistica e ginnastica ritmica. Società che ha vietato alle ragazze di portare con loro inseparabili smartphone, durante gli allenamenti e negli spogliatoi. L’idea è balenata nel corso di un consiglio dell’Asp nel quale è venuto a galla un problema. «Negli ultimi tempi l’utilizzo degli smartphone è diventato sempre più eccessivo – spiega il vice presidente Simone Focardi –. Ci siamo accorti che negli spogliatoi prima e dopo gli allenamenti le ragazze scherzavano e chiacchieravano sempre meno. Ma più che altro ognuna utilizzava il telefonino facendosi i fatti propri». Tutti seduti, col capo chino magari a mandare qualche messaggino o a postare una foto su facebook. Senza parlarsi più di tanto, senza dialogo. Stravolgendo di fatto quello che uno dei luoghi più importanti della vita di un bambino o di un’adolescente. Dove si fanno amicizie e dove si impara a socializzare. Tutti appiccicati allo schermo, qualcuno non riusciva a separarsi dal cellulare nemmeno durante gli esercizi e provava addirittura a portarselo in palestra.

Il cartello con l’annuncio del...
Il cartello con l’annuncio del “palazzetto decellularizzato” (Foto Agenzia Carlo Sestini)


Così la società ha deciso di passare alle contromisure. «Con l’aiuto di uno sponsor abbiamo acquistato una struttura con delle cassettine numerate dotate di chiavi – spiega il presidente Elio Canzano – e l’abbiamo piazzata proprio all’ingresso delle palestre di allenamento, prima di accedere agli spogliatoi, e qui si può depositare il telefonino». Poi nelle due o tre ore canoniche si pensa ad allenarsi e divertirsi con le proprie compagne. Si pensa a «socializzare guardandosi negli occhi – continua Canzano – divertendosi mentre si fa attività fisica».

All’ingresso del PalaBitossi anche un cartello che spiega che la struttura è decellularizzata e i perché della scelta. «Oltre ad un problema di socializzazione – prosegue ancora il vice presidente Focardi – cerchiamo anche di evitare che negli spogliatoi possano essere fatti foto e filmati nel rispetto della privacy dei ragazzi. In questo modo riusciamo anche a prevenire fenomeni di bullismo».

Il cartello con l’annuncio del...
Il cartello con l’annuncio del “palazzetto decellularizzato” (Foto Agenzia Carlo Sestini)

Una volta finito l’allenamento e fatta la doccia, si può riprendere lo smartphone e tornare a casa. Per “spippolare” in libertà, insomma, c’è tempo in tutto il resto della giornata. Dopo un brevissimo periodo di sperimentazione adesso le atlete hanno familiarizzato con la novità. Prima dell’allenamento lasciano il cellulare nel deposito e lo riprendono alla fine e quelle 2–3 ore staccate dallo schermo non si sono rivelate così drammatiche come si pensava. Inizialmente infatti, molte ragazze e anche molti genitori non avevano preso bene la novità. In particolare le atlete più grandi, nella fascia di età dai 13 ai 18 anni, nella quale il cellulare diventa quasi un prolungamento del proprio corpo. Ma ora lasciare il cellulare è diventata una sana abitudine. Anche perché chi non osserverà le nuove regole rischia dei richiami verbali e nel caso sia più volte beccato con il telefonino negli spogliatoi anche di non essere convocato per le gare. In casi estremi si rischia addirittura l’espulsione. L’esperimento sociale sembra aver avuto successo e per questo motivo l’Asp Montelupo lancia un appello anche alle altre società del territorio. «Perché non decellularizzate anche voi le vostre strutture?».

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