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Calci e pugni al babbo anziano, condannato

Tre anni e tre mesi a un trentaduenne di Castelfiorentino, già arrestato per le botte alla compagna

EMPOLI. Il giudice del tribunale di Firenze Marco Bouchard ha condannato in primo grado a 3 anni e 3 mesi un uomo di 32 anni, residente a Castelfiorentino, per maltrattamenti in famiglia, in particolare dopo essere stato arrestato dai carabinieri l'estate scorsa per aver picchiato con calci, pugni e schiaffi l'anziano padre, con cui conviveva da circa due anni.

L'arresto era scattato su segnalazione del fratello e mise in luce una lunga storia di maltrattamenti a carico del genitore di 74 anni.

Il condannato conviveva con il babbo da quando era stato allontanato dall'abitazione della compagna, sei mesi prima: pochi giorni dopo l’arresto, il giudice aveva disposto l’allontanamento dalla casa di Certaldo e il divieto di avvicinarsi a meno di trecento metri dalla donna e dai figli.

Lui, a quel punto, si era trasferito nella casa dove vive il padre a Castelfiorentino e l’aveva sottoposto allo stesso “trattamento” che fino ad allora era toccato alla convivente. L’anziano ha sempre taciuto, compresa la sera dell’arresto: «Sono soltanto caduto dalle scale», aveva provato a raccontare ai miliari.

I carabinieri della Compagnia di Empoli hanno però ricostruito numerosi episodi di aggressioni contro l'anziano, sia psicologiche sia con lesioni fisiche. Il pubblico ministero Christine Von Borries ha chiesto la condanna nel processo che si concluso mercoledì 10 gennaio davanti al tribunale di Firenze.

Tra i testimoni anche il fratello, che aveva avvisato le forze dell'ordine dei maltrattamenti contro l'anziano padre nell'agosto scorso, e sua moglie: entrambi hanno riferito della situazione che si era creata nell'abitazione. Le botte andavano avanti da mesi: lo minacciava e lo picchiava. Qualsiasi pretesto era buono per lui. E talvolta se ne vantava anche con i parenti, che però per mesi avevano preferito tacere: «Lo abbiamo

fatto perché ce lo chiedeva suo padre».

Nel febbraio 2017 aveva picchiato la compagna, mentre in casa c’erano anche i figli: l’aveva mandata all’ospedale con varie fratture, dopo essere riuscita a fuggire e a rifugiarsi in casa della sorella, che aveva chiamato il 112.

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