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sanità in tilt

Pochi posti letto, operazioni bloccate a Empoli

Il reparto di chirurgia utilizzato per i ricoveri di medicina. Attacco del Nursind, e l’Asl replica: la sospensione prevista dal piano

EMPOLI. Blocco delle liste d’attesa degli interventi chirurgici all’ospedale San Giuseppe, tranne che per gli interventi di senologia. Una decisione presa dall’Asl per tre giorni a causa del massiccio afflusso di pazienti con patologie mediche riconducibili al picco dell’influenza che era previsto in questi giorni.

Da qui parte la protesta del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. « Oltre alle condizioni precarie nel quale versa il pronto soccorso in questo periodo, siamo di fronte ad una vera emergenza di posti letto nei reparti di medicina interna a causa del picco dell’influenza». «Emergenza - aggiunge il sindacato - che ha portato la necessità di accettare i pazienti che avrebbero dovuto essere gestiti nelle degenze mediche, nei reparti chirurgici. Tutto ciò è inaccettabile, se si pensa che gli operatori si trovano a lavorare in degenze con pazienti operati ed altri con infezioni (soprattutto polmonari) anche di seria entità».

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Già nei giorni scorsi c’erano state proteste perché, dopo l’ingresso e il percorso in pronto soccorso, per avere un posto letto in medicina i pazienti hanno aspettato anche dodici ore. Alla base di questo disagio sempre lo stesso motivo: i reparti di medicina con personale e posti letto del tutto insufficienti.

Da parte dell’Asl, per lo scorso fine settimana, era partito un appello per non andare al pronto soccorso in caso di influenza ma di rivolgersi alle guardie mediche che erano state potenziate per l’emergenza. «Ogni giorno - aveva spiegato l’azienda sanitaria - vengono monitorati i pronto soccorso al fine di mettere in atto tempestivamente, in presenza di un incremento straordinario di accessi, il piano aziendale che prevede un aumento di personale con team aggiuntivi dedicati all’assistenza dei pazienti, incremento dei posti letto flessibili per garantire il ricovero, potenziamento dei percorsi di fast truck e dimissioni dai reparti sette giorni su sette».

L’azione scelta, però, è stata quella di bloccare le operazioni. «In ogni caso le emergenze sono garantite - spiega Luca Nardi, direttore dei presidi ospedalieri dell’area vasta - e in ogni caso il Nursind dovrebbe conoscere bene il piano che in questi casi prevede il blocco delle operazioni».

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Dunque il blocco durerà fino a mercoledì. Poi la situazione sarà da rivalutare. Ma ci sono altri aspetti che il sindacato contesta. «Oltre a questo nell’unità di terapia intensiva cardiologica sono stati recentemente aumentati due posti letto adibiti a pazienti intensivi assimilabili a pazienti della rianimazione - spiega il Nursind - ed è l’unico caso nel quale si è verificato ciò in tutta l’azienda Asl Toscana Centro, senza aver previsto un aumento dell’organico infermieristico».

E aggiungono: «Sarebbe necessario un infermiere in più per turno. Come non bastasse durante la notte ed i giorni festivi un infermiere deve recarsi nella sala di emodinamica per dare manforte all’equipe attivata in reperibilità quando sopraggiunge un paziente con un infarto per un tempo che oscilla da una a tre ore».

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