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Pusher e drogati si sono ripresi il parco in centro - Foto

Empoli: l’area era stata “bonificata” per un maxi-evento, ora è di nuovo invasa da siringhe e degrado

EMPOLI. Una terra di mezzo, dove spacciatori e consumatori hanno creato un vero e proprio villaggio, fatto di degrado e siringhe. Siamo al parco Mariambini, a Empoli, dove questa porzione di verde empolese è tornata al “lato oscuro”, nonostante tutti i tentativi di restituirle dignità e normalità.

Perché se è vero che al Mariambini si vedono ancora mamme (o nonne) coi bambini – oppure gente a passeggio coi cani – andando a dare un’occhiata più accurata emerge come il degrado sia tornato a farla da padrone. Siringhe a iosa, tracce di bustine di droga, resti di bici e di falò, fatti per scaldarsi la sera. In occasione dello scorso Ludicomix - ad aprile - fu varata l’operazione di recupero del Mariambini, che all’inizio aveva dato ottimi risultati.

Cosplayers e appassionati di fumetti erano andati a sostituirsi a tossicodipendenti e spacciatori. E il parco era tornato una bella zona dove passare una mezzora di relax, magari all’ombra di un albero. Adesso, però, la situazione è tornata quella di un tempo: quando gli operatori ecologici vanno a pulire devono fare la conta delle siringhe, trovandone “a sacchetti”. Tuttavia, appena fatta pulizia, le siringhe tornano a fare capolino e a riapparire fra cespugli e muretti, nei punti più nascosti nel parco. Perché, se i giochi per i bambini se la passano in maniera dignitosa, non si può dire lo stesso per le costruzioni che ci sono, dove spacciatori, tossicodipendenti e disperati hanno ricavato anfratti e nascondigli vari, dove riparare i propri “attrezzi da lavoro”. Così accade che vengano aperti i tombini, per nasconderci dentro quello che si vuole.



O che sotto alcuni sassi ci sia una lattina d’alcool, usata molto probabilmente per accendere dei fuochi, visto che lì accanto ci sono i resti di un falò. In certe zone, oltretutto, bisogna letteralmente stare attenti a dove si mettono i piedi, per evitare di venire a contatto con una siringa o con un pezzo di vetro rotto.

Inquietanti, invece, le tracce di sangue che si trovano su un muricciolo, che potrebbero essere il “ricordo” di un’iniezione endovena.

Perché quelle siringhe sono sintomo di un spettro devastante, quello dell’eroina.

Si sfrutta il riparo del parco, si passa a prendere la dose dal fornitore di fiducia e poi giù in vena, senza pensarci più di tanto. Una pratica che porta alla dipendenza e che per questo diventa quotidiana, conducendo all’annichilimento di chi la porta avanti.

«La sera ho paura a venire qua – racconta un frequentatore del parco – eppure non sono solo, esco sempre col mio cane. Ma non c’è la tranquillità che serve in quella parte del giorno, così preferisco evitare e girare a largo». A parlare è la stessa persona che ci dice di stare attenti quando camminiamo, a non mettere i piedi su qualche siringa. Ora, stante la situazione, potrebbero anche ripartire i controlli delle forze dell’ordine, che l’anno scorso furono importanti per restituire il Mariambini alla città e alla comunità.

Una nuova operazione di rilancio del parco, lontano dal periodo estivo, dove gli eventi e le iniziative hanno il naturale potere di allontanare giri sospetti.

Questo perché fa molto strano vedere famiglie e passeggini nello stesso posto scelto per farsi di eroina. Due scene che non possono coesistere, perché se il passeggino è sinonimo di vita e di gioia, la siringa sta a significare degrado, dipendenza e anche molto altro.
 

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