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La città spaccata in due, è scontro sul nuovo stadio

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La città spaccata in due, è scontro sul nuovo stadio

Sala gremita e momenti di tensione su viabilità, spazi commerciali e verde pubblico
Il comitato giura battaglia all’Empoli, i tifosi al contrattacco: «Siete tifosi della Fiorentina»

EMPOLI. Una città spaccata in due. I favorevoli e i contrari. Come nella più classica delle disfide cittadine. Il progetto del nuovo Castellani continua a dividere gli empolesi. Ieri sera in oltre 300 si sono ritrovati nel salone dell’Avis di via Guido Rossa nel quartiere di Serravalle. Un’assemblea caldissima giovedì 7, con qualche piccolo momento di tensione, fortunatamente solo verbale, ma che lascia un’unica grande certezza. In questo momento c’è una città divisa i due. C’erano praticamente tutte le parti in causa  all’incontro convocato dalla sindaca Brenda Bernini che ha illustrato lo stato del progetto e ribadito i paletti imposti all’Empoli (nuova strada, piazzale di Serravalle asfaltato e palestra più grande a Santa Maria, in modo da farla utilizzare anche agli studenti delle scuole) per il restyling del Castellani e la costruzione del nuovo impianto per l’atletica a Santa Maria. Presenti anche gli assessori Franco Mori e Fabrizio Biuzzi. Poi moltissimi residenti, i membri del comitato “Stadio si ma non così”, ma anche allenatori e rappresentati dell’Atletica Empoli, membri del comitato per la tutela del verde. Ma questa volta c’erano anche tantissimi tifosi azzurri, tanti ultras che hanno voluto dire la loro all’interno dell’accesissimo dibattito.
C’erano loro a rappresentare la parte azzurra, ma non i vertici dell’Empoli Fc. Un confronto vibrante e partecipato con una sala spaccata in due: i favorevoli al progetto del nuovo stadio e i contrari, quelli che il nuovo Castellani non lo vogliono, o lo vogliono diverso. Pronti a sfidarsi a colpi di domande. Una platea variegata e anche variopinta dove sono spuntati fuori anche residenti non tifosi favorevoli allo stadio, e tifosi perplessi dal progetto.
La posizione del comitato contro lo stadio è molto chiara. «Questo progetto non ci piace – spiega il portavoce Marco Scarselli – ci ritroveremo in mezzo alle case una struttura enorme alta 23 metri e più larga di quella attuale, oltre ad un nuovo centro commerciale che non serve alla città. I paletti posti dal sindaco non ci bastano, oltre alla viabilità e ai parcheggi bisogna rivedere il progetto». Insomma il comitato non ha intenzione di fermarsi. «Vedremo come evolverà l’iter – aggiunge Claudio Pucci –. In questo progetto ci sono tante crepe, siamo pronti a trovare qualsiasi cavillo per fermarlo anche alle vie legali. Ovviamente nel rispetto delle regole e della civiltà”. Ma le obiezioni del comitato e di un gruppo di residenti non ha scalfitole condizioni di tifosi e pro stadio. «Perché deve essere l’Empoli a pagare la strada che collegherà Serravalle alla Statale – chiede con animosità Francesco Rossi – ad altre aziende che si trovano nella zona di Viaccia, non è stato riservato lo stesso trattamento. Buona parte dei soldi li ha messi la Regione Toscana».
Poi il microfono lo hanno preso gli ultras azzurri che hanno fatto sentire le loro ragioni. «Non capiamo l’ostilità della gente nei confronti dello stadio – dice Walter Guarguaglini – si valorizza la città. Io abito a Santa Maria, ma quando è stata costruito il “coppone” nessuno mi ha chiesto se mi andava bene. Mi scappa da ridere – aggiunge – molti di quelli che fanno parte del comitato hanno l’abbonamento per la Fiorentina. Siete tutti viola». A fare da mediatrice la sindaca Barnini che ha un bel daffare per tenere a bada la platea. «Ma lei è favorevole o contraria a questo progetto?» le chiedono dalla platea. «Non riduciamo questo dibattito ad un sì o ad un no. La democrazia è fatica, sarà un processo lungo. L’interesse pubblico? Non è la mossa degli interessi

privati, ma non è detto che sia l’interesse della maggioranza. In tante altre città gli stadi sono stati costruiti anche con contributi dei comuni. Dobbiamo portare avanti un percorso partecipato». Un percorso, che a giudicare dall’assemblea di ieri sera, sarà ancora lungo e tortuoso.

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