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Liste d’attesa al collasso, un anno per sostituire l’anca

Da bollino rosso pure gli interventi al ginocchio al centro d’eccellenza di Fucecchio. Sforano i parametri di priorità anche le operazioni di ernia o alla colecisti a Empoli

EMPOLI. Tempi biblici per gli interventi ortopedici e criticità su alcune operazioni più comuni di chirurgia generale, come ad esempio la colicistectomia e l’ernia addominale. Mentre le note più positive riguardano in linea di massima gli interventi chirurgici oncologici e quelli urologici. Anche se, pur stando nei tempi previsti dagli indici di priorità, in alcuni casi le liste si allungano rispetto all’anno scorso. Sono questi i principali risultati che emergono dal monitoraggio dell’Agenzia regionale di sanità relativi ai primi nove mesi del 2017, tra gennaio e settembre scorsi. Una relazione periodica richiesta dalla Terza commissione della giunta regionale, che prende in considerazione i tempi di attesa di tutti gli ospedali toscani.

Nel territorio dell’Empolese Valdelsa la quasi totalità delle rilevazioni riguardano il San Giuseppe di Empoli. Ma ci sono anche dati sugli interventi di chirurgia ortopedica svolti al San Pietro Igneo di Fucecchio. I dati più preoccupanti, come accennato, sono relativi agli interventi appunto di chirurgia ortopedica e di alcune operazioni di chirurgia generale. Tra i primi i più numerosi in termini di volume di interventi sono quelli effettuati proprio nell’ospedale di Fucecchio, dove i tempi di attesa sono spesso doppi rispetto a quelli previsti dagli indici di priorità assegnati dalla stessa Asl Toscana Centro. Tra prenotazione e appuntamento dovrebbero trascorrere, infatti, non più di 180 giorni, ma in realtà i limiti sono sforati con picchi di quasi un anno di attesa. È il caso, ad esempio, degli interventi di sostituzione del ginocchio e dell’anca: per il primo al San Pietro Igneo l’attesa media nel 2017 è di 337 giorni (contro i 383 del 2016), mentre per il secondo sempre a Fucecchio di 333 giorni (contro i 322 dello scorso anno). Si tratta di interventi molto praticati: 232 operazioni nei primi nove mesi dell’anno per la sostituzione del ginocchio e 433 per la sostituzione dell’anca solo a Fucecchio.

Per questo si attende che si chiuda il piano regionale annunciato lo scorso anno dall’assessora Stefania Saccardi, nel quale è previsto che vengano raddoppiati gli interventi a Fucecchio con lo spostamento di dermatologia nel blocco H del San Giuseppe (i lavori non partiranno prima di giugno 2018) e il potenziamento del personale. Va un po’ meglio – si fa per dire – a Empoli, dove per il primo intervento occorrono in media 285 giorni (ce ne volevano 261 l’anno scorso) e per il secondo 136 (contro i 102 del 2016). Nei tempi, invece, l’artroscopia (media di 119 giorni) svolta al San Giuseppe. Anche gli interventi di colicistectomia e di ernia addominale effettuati al San Giuseppe fanno registrare forti ritardi. Da gennaio a settembre scorsi sono state svolte rispettivamente 166 e 356 operazioni e i tempi di attesa medi sono di 107 giorni per il primo (la priorità sarebbe di 30 giorni) e di 165 giorni per il secondo (priorità fissata a 60 giorni). Le note positive arrivano dagli interventi oncologici.

Le priorità sono quasi tutte rispettate: sono nei tempi gli interventi per tumore del colon (20 giorni), alla mammella (30 giorni), allo stomaco (7 giorni) e al fegato (12 giorni). Mentre sono in ritardo quelli che riguardano il tumore alla tiroide: 61 giorni con una priorità di 30 giorni. Per quanto riguarda la cardiochirurgia sono nei tempi le operazioni di angioplastica coronarica

percutanea (67 interventi con una media di 18 giorni di attesa). Per urologia occorrono 13 giorni per un intervento di tumore al rene e 18 per uno di tumore alla prostata. In ginecologia, occorrono 24 giorni per un intervento di tumore dell’utero e ovaio, ma 118 giorni per un’isterectomia.

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