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Ex imprenditrice in tv fa infuriare gli operai dell’azienda fallita

Ex imprenditrice in tv fa infuriare gli operai dell’azienda fallita

Simona Maestrelli concorrente all’Eredità su Rai 1. I lavoratori: «Una pugnalata». La replica: «Ho pagato come loro»

VINCI. La partecipazione dell’ex imprenditrice come concorrente al programma televisivo “L’Eredità” condotto da Carlo Conti su Rai 1, fa infuriare i trenta operai licenziati. Che, quando hanno visto Simona Maestrelli, figlia di uno dei due fratelli proprietari della ex cartotecnica di Sovigliana fallita nel giugno scorso , sono sobbalzati sul divano. «Questa è l’ultima beffa, una pugnalata – attaccano – lei a parlare in televisione della felicità e del suo tempo libero dopo il fallimento dell’azienda e noi a casa senza vedere uno stipendio da quasi dieci mesi». Ma Simona Maestrelli, si difende: «Ho dovuto vendere la macchina e mi pignoreranno la casa. Sono disoccupata e non ho fatto nulla di male ad andare in tv. Sto provando a ricominciare».

Figlia di Moreno, scomparso nel febbraio 2013, dal 2011 deteneva il 14% delle quote dell’azienda e lavorava nella cartotecnica come responsabile della gestione qualità. Al momento della presentazione di rito in apertura di trasmissione, si è definita «ex imprenditrice nel settore del packaging di cartone». E ha continuato: «L’azienda è chiusa, purtroppo, vittima della crisi. Ma adesso mi godo la mia libertà, il tempo è la ricchezza più grande che possiamo avere. In Versilia (dove vive da dieci anni, tanto da definirsi viareggina di adozione, ndc) si sta benissimo».

Frasi che hanno fatto infuriare i trenta operai, suoi dipendenti e colleghi allo stesso tempo. Loro, dal marzo scorso, hanno condotto una lotta che è andata avanti per mesi con scioperi e picchetti, arrivando persino ad occupare lo stabilimento di viale Togliatti.

Mentre l’azienda manteneva aperta una procedura di concordato in bianco, che per oltre tre mesi ha tenuto congelata la situazione con i lavoratori senza stipendio e senza possibilità di uscire. «Ci sentiamo presi in giro – spiega Andrea Fondelli, ex rsu – di fronte alla vicenda che abbiamo vissuto è difficile rimanere indifferenti. Siamo felici che si goda la sua libertà, ma nel frattempo ci sono trenta ormai ex operai che invece di quella felicità non riescono a godere. Purtroppo non ce lo possiamo permettere. Da quando l’azienda ha aperto la procedura di concordato in bianco, nel marzo scorso, noi non abbiamo più ricevuto uno stipendio dall’azienda. Fortunatamente da settembre abbiamo avuto accesso alla Naspi, che ha comunque un importo minore. Ma all’appello mancano ancora quattro mensilità non riscosse, trattamento di fine rapporto, tredicesima, quattordicesima e il preavviso».

Ma le accuse vengono rispedite al mittente da Simona: «Su di me sono state dette, e scritte sui social, tante cattiverie. Ma la verità è che quando è morto mio padre nel 2013 – socio al 50% della società con suo fratello – non me la sono sentita di guidare l’azienda. Mio zio Mauro era già anziano e così ci siamo affidati a un amministratore esterno. E poi sappiamo com’è finita». Ma anche lei ne ha pagato le conseguenze: «A maggio scorso ho venduto l’auto, sono a piedi. Mi è già arrivato l’avviso di pignoramento della casa, perché ho smesso di pagare il mutuo: non so se tutti loro - dice riferendosi agli operai che l’hanno attaccata - sono nelle mie stesse condizioni. Sto cercando di andare avanti, di lasciarmi alle spalle quel dolore, forte dell’amore dei miei figli, di un uomo che mi vuole. Se avessi voluto approfittare della situazione, visto che ero anche socia, lo avrei potuto fare. E invece anch’io, come loro, ho avuto accesso alla Naspi a settembre».

Simona, in questo quadro, ritiene di non aver fatto nulla di male ad andare in tv: «Sono una disoccupata, faccio la casalinga. Ho il tempo di prendere un treno e andare un giorno a Roma per fare un’esperienza diversa. In questi mesi sto imparando che si può e si vede tornare a sorridere. Ho una famiglia che mi vuole bene, e un po’ di salute: provo a voltare pagina». Lontana da Empoli: «Nella mia vita ci tornerò soltanto per andare dalla mia mamma o al cimitero da mio padre».

VIDEO Dal nostro archivio

La rivolta dei lavoratori "salva" l'azienda Tensione alla Cartotecnica Maestrelli: gli operai si sono accorti della smobilitazione e hanno impedito al camion che aveva caricato lastre di amianto di lasciare il piazzale. Sul posto anche in carabinieri (immagini agenzie Carlo Sestini) - L'ARTICOLO

 

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