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Scuolabus negato a una bambina per un farmaco salvavita

La piccola è di Castelfiorentino ma frequenta l’istituto a Gambassi dove il servizio è stato dato in appalto a un’azienda esterna. E gli autisti non sono formati per gestire una siringa autoiniettabile  

CASTELFIORENTINO. Il problema è aprire la confezione di un farmaco salvavita, prendere la siringa autoiniettabile e posizionarla su un braccio della persona che ne ha bisogno. Da questa operazione dipende il trasporto di una bambina sulla scuolabus nel tratto da casa, a Castelfiorentino, fino all’istituto comprensivo Gonnelli. E poi rotta inversa, dall’istituto fino a casa. La difficoltà sta nel fatto che sullo scuolabus, non c’è personale “formato” per la gestione di questo farmaco in caso se ne presenti la necessità. Di conseguenza la bambina non potrà continuare ad andare a scuola a Gambassi, quella che i suoi genitori avevano scelto per lei, ma dovrà rimanere nel territorio di residenza. La madre, però, non accetta questa soluzione e controbatte. «Mi hanno spiegato che c’è una convenzione tra i Comuni della zona per cui i bambini possono scegliere anche istituti diversi da quello dove sono residenti. E invece mi pare che questo accordo non si concretizzi nei confronti di mia figlia».

All’inizio dell’anno la madre della bambina ha iscritto la figlia alla scuola di Gambassi perché, come spiega lei stessa, «ci è piaciuta l’offerta formativa del Gonnelli». In un secondo tempo, ha provveduto anche all’iscrizione al servizio di scuolabus «e nessuno - prosegue la madre - mi ha detto che c’erano problemi per gli alunni fuori dal comune di residenza».

Poi, però, nell’estate alla bambina è stato prescritto un farmaco che deve portare sempre con sé in caso ne avesse bisogno. «Con la scuola - spiega la madre - non c’è stato alcun problema: con l’Asl abbiamo fatto un incontro, le insegnanti e il personale dell’istituto sono stati formati all’uso della siringa autoiniettabile».

«Il problema - va avanti la madre - è che dall’amministrazione comunale di Gambassi mi dicono che il servizio di scuolabus è in appalto e non possono procedere con la “formazione” di un autista». Per cui la figlia dovrebbe andare a scuola nel suo comune di residenza dove, tra l’altro, continua la donna, «mi hanno spiegato che il personale alla guida degli scuolabus è stato istruito per fronteggiare queste situazioni». La donna non vuole rinunciare a mandare la figlia a scuola a Gambassi terme perché in questo istituto la bambina si trova bene e poi ritiene ingiusto che non sia garantito il trasporto perché «anche in Regione mi hanno spiegato
che fino alla fine del percorso delle medie le amministrazioni comunali sono obbligate a provvedere a questo servizio». Ma per il sindaco Paolo Campinoti, che ieri non era rintracciabile, la soluzione è solo quella che l’alunna torni a Castelfiorentino.

(l.a.)

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