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Il pediatra Nino festeggia 80 anni giocando a calcio - Video e foto

Per l’ex primario Tofani compleanno in campo a Montelupo come ogni domenica con gli amici di una vita. "Il mio elisir? È questa compagnia così affiatata tra battute, risate, aperitivi e cene. Sì, ho giocato con Puskás ma non ditelo troppo altrimenti mi ricordo l’età"

EMPOLI. A vederlo dribblare, calciare e correre sul campo da calcio difficilmente si può pensare che abbia 80 anni. Si avete letto bene, 80. Ma l’età per Nino Tofani, o meglio il dottor Sebastiano Tofani, Nino per gli amici, è solo una questione anagrafica.

I suoi primi 80 anni... giocando a calcio La straordinaria vicenda di Nino Tofani, ex primario dei Pediatria a Empoli, che ogni domenica (festività comprese e con ogni condizione climatiche) scende in campo per la partitella con gli amici. Lui che ha giocato anche una partita insieme alla leggenda Puskas... L'ARTICOLO

Ricorda molto Benjamin Button, il protagonista del famoso romanzo di Francis Scott Fitzgerald: più passano gli anni e più ringiovanisce. Cascasse il mondo lui, ogni domenica mattina è là, con la maglia numero 10 sulle spalle, sul campo di calcio dietro al circolo Mcl di Samminiatello a Montelupo. Pioggia, vento neve o grandine, non importa.

Amici di una vita, amanti del calcio come lui, tutti dai 45 anni di età in su, pronti a indossare maglia e scarpini e a giocare, senza risparmiarsi, sul quel campetto. Chi ha 50 anni, chi 60, chi 70, non importa se la velocità e la forza non sono quelle di una volta, qui conta la classe. Quella non tramonta mai. E allora eccoli ancora una volta a fare riscaldamento, a scegliere le squadre. I “giovanotti terribili” che non si perderebbero la partitella domenicale al campetto per nulla al mondo. Ci sono avvocati, medici, liberi professionisti, ma come amano dire loro davanti a un pallone da calcio «siamo tutti calciatori, siamo tutti uguali».



Ci sono anche vecchie glorie del calcio locale, come Luca Della Scala, Brunero Bianconi e Fabrizio Berni ex calciatore di Fiorentina, Genoa e Perugia. A 68 anni non rinuncia alla partitella con gli amici, anche se adesso è costretto a guardarla a bordo campo. «Mi sono infortunato al tendine d’Achille proprio qui sul campo – racconta – ma spero di recuperare al più presto e di rientrare». Già, a smettere non ci pensano lontanamente. Anzi. Domenica 8 ottobre hanno voluto festeggiare gli 80 anni di Nino, proprio come piace a loro con l’ennesima partita di calcio. Perché proprio Tofani da quasi quattro decenni è l’organizzazione di questa sfida tra amici che va in scena ogni domenica mattina. Pediatra conosciutissimo in tutta la Toscana e per anni primario al San Giovanni di Dio di Firenze è lui l’ideatore di questa partita domenicale che oggi ha tutto il sapore di una vera e propria zingarata in stile “Amici Miei”. E a 80 anni gioca regolarmente una volta a settimana, qualche volta addirittura due, con lo spirito di chi ha cominciato ieri. Senza risparmiarsi, per quasi un’ora e soprattutto senza sfigurare al cospetto dei compagni più giovani.

«Il suo segreto? È facile – racconta un amico – lavorando con i bambini riesce sempre essere giovane anche lui». Non ha tutti i torti perché con il suo numero 10 sulle spalle, se la cava ancora alla grande. «Il mio elisir di giovinezza? È l’amicizia – dice senza pensarci due volte – la compagnia che ho qui accanto a me, è quella che mi permette ancora oggi di sentirmi un ragazzino». Ma oltre allo spirito ci sono anche delle solide basi tecniche. Da ragazzo Tofani era una promettente mezz’ala e prima di mettere il calcio in secondo piano per previlegiare lo studio ha avuto una discreta carriera. E si è tolto anche lo sfizio di giocare con un mostro sacro come Ferenc Puskás nel 1958, quando l’asso ungherese per un giorno indossò, insieme a lui la maglia del Signa, in un match contro l’Empoli. «È vero, ho giocato con Puskás – racconta –, ma non diciamolo troppo sennò mi ricordo di avere ottant’anni».

Le soddisfazioni più grandi però arrivano più a giocare con gli amici che con un quasi pallone d’oro. «Il bello di queste partite non è il gioco ma tutto quello che c’è attorno – racconta il dottor Tofani –. Un gruppo così affiatato è un qualcosa di eccezionale. Sono trent’anni soprattutto di litigi – aggiunge ridendo –. Come si può vedere ogni domenica litighiamo per mezz’ora per decidere le formazioni, poi ovviamente nello spogliatoio dobbiamo prenderci in giro per quello che è accaduto durante la settimana. Poi andiamo tutti a fare l’aperitivo e a volte ci ritroviamo a cena». Le regole della partita sono davvero speciali. La prima e anche la più importante, deve essere sempre rispettata. «Visto che organizzo io – dice Tofani – devo essere il primo a divertirmi. Poi vengono tutti gli altri». Non ci sono falli laterali e la fine della partita la sancisce la campana della chiesa che sta di fronte al campetto. «Quando suona mezzogiorno tutti a casa». Ogni domenica è la stessa storia, ma ci si ritrova anche in occasioni speciali. La comitiva scende in campo anche la mattina di Natale e quella di Pasqua. «Abbiamo giocato anche con la neve alta 30 centimetri» – raccontano. Colpi di tacco, tiri, parate non manca niente ma a fare la differenza è lo spirito, la goliardia. Come quella di Brunero, 65 anni che racconta di aver brevettato il nuovo prototipo di centravanti. «L’attaccante moderno che non può correre né calciare». Nel gruppo c’è anche un barbiere «ma serve a poco – dice Fabrizio Faraoni, ormai i capelli li abbiamo in pochi».

E tra una presa di giro all’amico ritardatario, rimasto in mutande negli spogliatoi e una battuta al compagno di squadra soprannominato Ficalessa, da buoni toscani si sta anche attenti a non tirare “moccoli” perché più di una volta i fedeli che uscivano da messa si sono risentiti. Sembra quasi di stare in un romanzo di Marco Malvaldi, ma niente gialli o delitti. Qui i grandi protagonisti sono due. Il primo è Nino, l’altro è l’amicizia, un sentimento che non ha età.

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