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Operaio si ammalò di silicosi, condannati datore di lavoro e medico

Dipendente di un'azienda di Empoli era stato costretto a lasciare il posto dopo 4 anni, pena di 12 mesi di reclusione con sospensione e senza menzione

EMPOLI. Il tribunale di Firenze, giudice monocratico Maria Filomena De Cecco, ha condannato a un anno di reclusione, con sospensione della pena e senza menzione, il datore di lavoro e il medico di un'industria di Empoli dove un operaio, nato nel 1968, si ammalò di silicosi, malattia che sembrava debellata e che tra '800 e '900 era nota per colpire minatori, operai delle cave e di vetrerie. 

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 La
sentenza è stata pronunciata giovedì 14 settembre al termine di un processo per lesioni gravissime colpose. L'accusa, sostenuta dal pm Filippo Focardi, ha evidenziato che la patologia è da attribuire alla mancanza di prevenzione nelle fasi di lavorazione della silice, a cui era addetto l'operaio che rimase esposto anni all'inalazione giornaliera di polveri di silice cristallina. Per il pm, il datore di lavoro avrebbe dovuto prendere le misure necessarie per proteggere il dipendente, mentre il medico dell'azienda è accusato di non aver organizzato i controlli specifici, tipo disporre periodicamente radiografie ai polmoni degli addetti, pur essendo il settore a rischio e nonostante le chiare prescrizioni in merito stabilite dalle normative vigenti.

L'operaio a causa della silicosi fu costretto a lasciare l'azienda nel 2011, dopo che ci aveva lavorato dal 1997. 

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