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Autoscala, sirene e lacrime per l'addio al vigile del fuoco: «Eri un giusto» - Video

In centinaia a Limite sull’Arno al funerale di Daniele Pucci, morto a 43 anni. L’elmo donato dai colleghi al figlio, che lo indossa tra lacrime e applausi

CAPRAIA E LIMITE. La chiesa di Limite non ce l’ha fatta a contenere tutto il calore e l’affetto per Daniele Pucci, il vigile del fuoco 43enne morto sabato dopo una lunga malattia.

L'addio al pompiere fra sirene e lacrime Una folla commossa al funerale del vigile del fuoco ucciso da una malattia a 43 anni. La bara accompagnata in chiesa sull'autoscala, i colleghi regalano l'elmetto al figlio (video agenzia Carlo Sestini) L'ARTICOLO

Lunedì 11 settembre si è celebrato il suo funerale. C’erano tantissimi vigili del fuoco; accanto a loro i volontari della Misericordia di Empoli, dove Daniele aveva prestato servizio. I colleghi – tramite il comandante provinciale Claudio Chiavacci – hanno donato alla famiglia di Daniele la sua giacca e l’elmo, che il figlio ha indossato e la folla, fra le lacrime, si è sciolta in un lungo applauso.

Ma è stata tutta la giornata ad essere all’insegna della commozione: già dalla partenza verso la chiesa (da viale Montagni, casa di Pucci) i vigili del fuoco hanno caricato la bara sull’autoscala e – a passo d’uomo – hanno guidato il corteo fino alla chiesa. Quattro vigili del fuoco sono rimasti sull’autoscala, come a fare da guardia per l’ultimo viaggio dello sfortunato amico e collega. Venti minuti di profondo silenzio, dove un fiume di gente ha inondato le strade di Limite. Una volta arrivati nella piazza della chiesa i colleghi hanno preso in spalla il feretro e lo hanno portato dinanzi all’altare, dove il parroco Franco Sbrilli ha dato inizio alla cerimonia. In prima fila la moglie Simona, il figlio, i genitori Teresa e Graziano. Tutt’attorno tantissimi vigili del fuoco in divisa, i volontari e centinaia di persone che avevano conosciuto (e apprezzato) Daniele, ricordato così dal parroco: «Durante la preghiera abbiamo sentito che è preziosa agli occhi di Dio la morte dei giusti; Daniele era uno di quelli, era un giusto. Quando sabato è tornato a casa per l’ultima volta, sulla porta di casa c’erano i suoi familiari ma che c’era anche nostro Signore, che gli ha aperto le porte del regno di Dio».

Alle parole del parroco sono seguite quelle del comandante provinciale Claudio Chiavacci, che ha recitato la preghiera dei vigili del fuoco e poi ha aggiunto: «Siamo e saremo vicini alla famiglia di Daniele, che da noi sarà ricordato per tutto l’impegno che metteva per aiutare chi aveva bisogno e chi era in difficoltà. Noi ci saremo sempre».

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Poi il comandante ha omaggiato la famiglia dell’elmo e della giacca, con un lungo applauso da parte delle centinaia di persone presenti. Pucci è stato salutato anche da Fabrizio Sestini della Misericordia: «Daniele aveva fatto parte anche della nostra famiglia: lo ricorderemo per il servizio scrupoloso e semplice che ha sempre reso. Che Dio te ne renda merito». Dopo la cerimonia, il feretro di Pucci è stato nuovamente caricato sull’autoscala, mentre risuonavano orgogliosamente le sirene dei pompieri. Pucci lavorava alla colonna mobile regionale, a Firenze. Dove, con la solita caparbietà che l’ha contraddistinto per tutta la vita, si era fatto accompagnare anche pochi giorni fa – nonostante le sue condizioni di salute fossero ormai precarie – per quello che si è trasformato in un ultimo abbraccio ai colleghi di lavoro, con i quali ha condiviso centinaia di interventi al servizio della comunità. Colleghi che ieri a loro volta lo hanno abbracciato per l’ultima volta, insieme a centinaia di persone.

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