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Prima il trench ora il giubbotto antiproiettile

Prima il trench ora il giubbotto antiproiettile

Empoli: l’impermeabile segna l’origine della Brooklin. Oggi il settore di riferimento è quello militare. Reparti d’assalto italiani e stranieri si vestono con i prodotti dell’azienda empolese che è leader anche nel softair

EMPOLI. Dagli impermeabili per Gino Bartali alle uniformi per le forze speciali di tutto il mondo: la Brooklin di Empoli, nata nel 1938 e famosa per i propri trench, da una decina di anni si è dotata di uno nuovo marchio, Sod (Special operation department), che produce abbigliamento tecnico (e non solo) per le unità d’elite di molti eserciti, tra cui quello italiano. Oltre a questo c’è una sezione di nicchia, che poi tanto di nicchia non è: le dotazioni da softair, un’attività che riproduce le tecniche e le strategie militari e che sta prendendo pian piano sempre più campo.

Riconversione imprenditoriale, anche se Brooklin coi suoi impermeabili è sempre vivo e continua a produrre, dal 1938 a questa parte. Una vicenda che ha avuto origine prima della seconda guerra mondiale e che vede la Brooklin tra le poche realtà sopravvissute ancora oggi. Allora c’erano i due fratelli Angelo e Orfeo Ceccarelli, col secondo che poi aprì altre aziende. Angelo, poi, ha trasmesso al figlio Piero il dna imprenditoriale; oggi l’azienda è guidata dai figli di quest’ultimo (Luca, Marco e Simona) e dal socio Massimiliano Valente. I quattro – nel 2007 – hanno creato il marchio Sod, che ha incontrato l’apprezzamento di molte unità militari, anche estere. Ma per arrivare a produrre giubbotti antiproiettili c’è stato tutto un percorso, raccontato da Luca Ceccarelli: "La prima confezione empolese nacque nel 1911, la Barbus e produceva divise per l’esercito italiano della grande guerra. Prima erano tutti vetrai, poi il boom delle confezioni".

In via XI Febbraio negli anni d’oro c’erano mille persone in bici la mattina, per andare a lavorare. "Riuscivamo a fare molte sponsorizzazioni, come la squadra ciclistica Brooklyn Bartali e la collaborazione con la nazionale di calcio – riprende l’imprenditore – Ora è diverso. Siamo solo sopravvissuti". C’è una foto dell’epoca, con tanto di dedica di Ginettaccio, che riassume quegli anni di boom. Si vede Bartoli in bici, con una dedica nella quale il campione spiega che – pur avendo girato il mondo – non aveva mai trovato un impermeabile migliore di quello della Brooklin. La Brooklin (scritta anche Brooklyn) deve il suo nome ad un italoamericano proprio di quel quartiere di New York, amico della famiglia Ceccarelli.

All’epoca il materiale tecnico per le forze speciali non era certo nei piani. "Se ci si pensa – continua Ceccarelli – anche il trench è un indumento militare, visto che in inglese significa “trincea”. Siamo una delle poche aziende dell’epoca giunte alla terza generazione, da mille realtà siamo rimasti in dieci". Ma oggi l’azienda si è creata un secondo mercato di riferimento, quello militare. Che chiaramente segue un proprio percorso, perché certi prodotti non sono destinati ai civili, se non dopo alcuni anni dalla messa in commercio. Nonostante il marchio Sod sia relativamente giovane nel giro di dieci anni è diventato leader nella realizzazione di prodotti per le forze speciali e per il softair.

Si va dal parka al cappello, fino agli zaini e ai giubbotti antiproiettile. La Brooklin/Sod è di un marchio storico empolese, che però per certi versi è più conosciuto fuori Regione e fuori Italia. Un’azienda che sembrava scomparsa ma che si è saputa reinventare.

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