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Minacciato a scuola, ruba in casa per pagare il pizzo ai bulli 

In cinque, tutti minorenni, lo minacciavano e si facevano consegnare soldi ogni settimana: denunciati dalla polizia

EMPOLI. «Dammi venti euro o ti massacro di botte». Lui, terrorizzato, li ruba in casa, per consegnarli il giorno dopo al suo aguzzino. E da quel momento inizia un incubo lungo quattro mesi. Perché l’estorsore solitario trova la complicità del branco, i bulli diventano cinque e le richieste, accompagnate da minacce, arrivava con cadenza settimanale: uno studente trasformato, senza pietà, in una specie di bancomat. Fanno la loro richiesta a scuola e incassano alla fermata dell’autobus. Dopo un po’ alzano la cifra dei “prelievi”, portandola a 50 euro. Poi addirittura a 500, in una volta sola. E qui entra in ballo un amico della vittima, che si insospettisce vedendo quella banconota in mano a un ragazzino. Ne parla a un insegnante, viene avvertita la polizia. Che denuncia i cinque minorenni – tutti frequentanti lo stesso istituto superiore del ragazzino ricattato – per estorsione continuata in concorso.

Tutto questo succede a Empoli, in un contesto sociale tutt’altro che malfamato. Un ragazzino di una famiglia senza problemi economici – ma che allo stesso tempo non vive nel lusso – terrorizzato e sottomesso da cinque coetanei, alcuni dei quali vivono in condizioni economiche simili alle sue. Frequentano tutti la stessa scuola, che si trasforma in teatro di sopraffazioni.

Un giorno maledetto, durante la ricreazione, si materializza l’incubo. La vittima viene avvicinata per la prima volta da un bullo; cede alla richiesta di denaro, senza parlarne con nessuno, complice un mix di paura e vergogna. Tiene tutto dentro, magari pensa di uscirne da solo. Che prima o poi, pagando il “pizzo”, finirà. Cede al primo ricatto. In casa c’è un armadio, dove nonno e mamma tengono un po’ di soldi. Prende da lì i primi venti euro.
Ma la settimana successiva arriva una nuova richiesta. E poi un’altra ancora. I venti euro diventano 40. Successivamente addirittura 50. Si va avanti così per mesi.

Il film è sempre la stesso: durante la ricreazione, scatta la “richiesta”. E il giorno successivo, quando il ragazzino scende dall’autobus, trova puntualmente almeno due dei cinque aguzzini ad attenderlo. Riscuotono e spariscono. Fino alla settimana successiva.

Nessuno, intorno a lui, si rende conto di ciò che sta accadendo. Fino al mese di aprile scorso. È una mattina come tante. Accanto a lui, ad attendere il pullman alla fermata, c’è un amico. Lui tira fuori il portafogli per controllare qualcosa e il suo coetaneo nota una banconota da 500 euro. Gli chiede cosa ci faccia con una cifra del genere in tasca. Lui glissa. Ma l’episodio colpisce l’altro ragazzo. Che, quando i due si ritrovano al termine delle lezioni, lo prende in contropiede: «Ce l’hai ancora quella banconota? ». Lui risponde di no. «E cosa ci hai fatto? » . La vittima, in evidente imbarazzo, non riesce a dare una risposta plausibile. Il giorno dopo l’amico racconta tutto a un professore, che si rivolge al responsabile dell’istituto. Parlano con il ragazzo che – in lacrime – racconta tutto.

A quel punto interviene la polizia del commissariato di Empoli. Gli agenti guidati dal dirigente Francesco Zunino – e coordinati dalla Procura della Repubblica, Tribunale per i minorenni – sono riusciti a risalire rapidamente ai cinque che ora sono indagati per estorsione continuata aggravata in concorso tra loro: rischiano da 5 a 10 anni di reclusione. Dagli accertamenti è emerso che in quattro mesi, la vittima aveva consegnato circa 1.300 euro ai suoi estorsori, tutti soldi rubati al nonno e alla mamma, che non si erano resi conto dell’ammanco.

Bullismo, la campagna con i campioni dello sport. Cucinotta: ''Io vittima, ragazzi denunciate'' Parte la campagna nelle scuole organizzata dall'Osservatorio nazionale bullismo e doping. La nuova iniziativa ha come obiettivo quello di portare i campioni dello sport nelle scuole d'Italia per incontrare e parlare con gli studenti. L'evento è stata anche l'occasione per presentare il cortometraggio dal titolo ''Il compleanno di Alice'', che vede alla regia Maria Grazia Cucinotta e che ha come tema centrale proprio quello delle molestie tra i più giovani.Video di Angela Nittoli

 

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