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La banda tradita dai fucecchiesi, stop alle uscite

A Fucecchio verrà disertata l'Infiorata: appena venti persone all’assemblea convocata per tentare il salvataggio e i consiglieri si dimettono in massa

FUCECCHIO. Hanno lanciato il grido d’aiuto, ma nessuno (o quasi) li ha ascoltati. E allora ci provano con il silenzio, “congelando” 156 di storia. Per capire se davvero i fucecchiesi sono disposti a veder morire la “Primula” senza muovere un dito. È la decisione — dolorosa e sofferta — presa dai consiglieri (dimissionari) della filarmonica Mariotti, al termine di un’assemblea che non è andata come speravano, alla quale si sono presentate una ventina di persone, nessuna delle quali ha dato la disponibilità a subentrare in cabina di regia. E allora quella di lunedì, in occasione del corteo del 1º Maggio, potrebbe essere l’ultima uscita di un’associazione nata insieme... all’Italia, nel 1861 e che ha portato il nome di Fucecchio in giro per l’Italia ma anche all’estero, con centinaia di esibizioni. Poi l’attività sarà bloccata, gli strumenti resteranno nella sede di via Landini Marchiani, insieme alle divise e allo stendardo. Dopo tre ore di dibattito, fatto di ricordi, di critiche e autocritiche, di aneddoti ma anche di confronti accesi, la svolta non c’è. E allora ecco il primo risultato concreto: il 18 giugno, per la prima volta, la banda non accompagnerà la tradizionale Infiorata di Corpus Domini (17-18 giugno): «Vediamo se almeno così qualcuno se ne accorge», commentano amaramente i dimissionari.

Lo sfogo. «Ho dato 24 anni della mia vita per questa filarmonica, l’ho fatto con passione e dedizione. Non ho alcun rimorso, perché mi sono divertita e ho avuto belle soddisfazioni. Ma ora la situazione si è fatta insostenibile, il carico delle responsabilità sulle mie spalle è diventato inaccettabile. Non ne voglio più sapere». Decky Fornaciari è l’anima della Mariotti. Ma ora — di fronte agli sforzi che sembrano inutili — è decisa a mollare. Come tutti gli altri consiglieri (con un’unica eccezione), travolti dalla mancanza di ricambi a tutti i livelli (dai ruoli dirigenziali ai musicisti, fino alle majorettes) che si aggiunge agli impegni personali e familiari di ciascuno di loro. Ma c’è dell’altro: «Con la crisi — spiega la presidente — molti organizzatori di eventi hanno ridotto i budget. E poi la nostra realtà non attira. Anzi, spesso veniamo derisi». E poi c’è il fattore-Palio, tutt’altro che secondario. Ognuna delle dodici contrade ha il proprio gruppo musici, con bambini e ragazzi che preferiscono suonare per i propri colori rispetto alla banda: «Abbiamo investito molto in termini economici e di energie nel progetto con le scuole primarie: ma su mille bambini contattati, soltanto uno si è iscritto alla nostra scuola di musica».

Sos inutili. I conti non sono in rosso, ma le risorse sono ridotte all’osso. E per garantire uscite dignitose, sempre più spesso la Filarmonica è costretta a ricorrere a musicanti esterni: «In quattro domenica di Carnevale, nei momenti migliori abbiamo fatto sei uscite, concentrandone anche due lo stesso giorno. Quest’anno zero». E a proposito di Palio, Fornaciari puntualizza che «ci abbiamo provato a coinvolgere le contrade. Ho scritto a tutti i presidenti, fissando un incontro: bastava che ognuno di loro ci portasse un allievo, il maestro era anche disposto ad andare nelle varie sedi a fare lezione. Ebbene, su 12 se ne sono presentati 3, totalmente disinteressati». Tra una discussione e l’altra qualcuno tira in ballo anche «i fantasmi del passato». Storie gelosie e malintesi (come ce ne sono in una qualsiasi associazione) che vengono da lontano e che oggi — mischiati a tutto il resto — hanno anch’essi un peso, tra musicisti fucecchiesi “emigrati” in altre bande e altri che si sono semplicemente allontanati. «In passato — dice Laura Mazzoni, ex bandista — è stato fatto l’errore di non investire nella scuola di musica, che invece avrebbe garantito un ricambio».

La resa. Ma al di là delle molteplici ragioni che hanno portato a questa situazione, ora la certezza — come spiega Luca Falanga, responsabile del gruppo percussioni — «è che non ce la facciamo più ad andare avanti». Anche perché — aggiunge la segretaria Noemi Ambrogini — «ai fucecchiesi non importa niente se la banda chiude. Ho visto la reazione della gente quando ha letto la notizia sul giornale...». E Vania Fornaciari, che fa parte della Filarmonica, assicura che «noi ci abbiamo provato con tutte le nostre forze a coinvolgere altre persone, ma questo è il risultato. Sono in questa realtà dal 1993. Allora era come una famiglia. Ora, vista la situazione, è il momento di smettere». Anche perché, pure di recente, per un’iniziativa dei commercianti, hanno preferito chiamare una street-band da fuori, pagandola il doppio rispetto alla nostra». Un’ipotesi rilanciata dal capobanda Alessio Menicucci: «Io so quanto ho dato in questi ventisei anni. Tanto per fare un esempio, ho messo in piedi la street-band. Per festeggiare i 150 della banda, abbiamo fatto un concerto straordinario, ma con mezzo palazzetto vuoto. Ora basta. Altrove funziona, qui no. Stiamo trascinando un cadavere».
La delusione. Un quadro — quello dipinto dai consiglieri e condiviso anche dal tesoriere Fabrizia Mugnaini e dalla responsabile della scuola di musica Paola Milani (l’unica disponibile a ricandidarsi) — che fa arrabbiare una storica protagonista della banda, Stefania Diolaiuti: «È inaccettabile pensare di non uscire in occasione del Corpus Domini». Ma — a meno di colpi di scena — sarà così. Anche perché in queste settimana (in pieno clima-Palio), difficilmente qualcuno si prenderà il compito di preparare l’esibizione, con la presidente che si è fatta da parte.

Lo spiraglio. Tuttavia l’assessore Antonella Gorgerino, presente alla serata, non si arrende: «Cercheremo di coinvolgere le associazioni del territorio e dei comuni limitrofi che si occupano di corsi musicali e di altre attività simili. L’impegno della giunta per sostenere la causa non mancherà assolutamente, come è avvenuto in questi anni durante i quali sono stati mantenuti rapporti di buona collaborazione con il Comune che ha chiamato il corpo musicale per prestazioni in occasione di ricorrenze ed eventi.

Questa situazione può essere sbloccata solo con l’ingresso di nuovi consiglieri e nuovi musicisti. Come amministrazione rivolgiamo un appello a tutti i cittadini, soprattutto a quelli appassionati di musica, affinché si avvicinino a un’istituzione che non vogliamo che vada a scomparire".

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