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Il fratello-coraggio «Finalmente giustizia è fatta»

«Nessuno mi ridarà mia sorella, ma ora giustizia è fetta». Roberto Bertozzi, imprenditore sanminiatese, fratello di Marinella, fece scattare le indagini dei carabinieri quella maledetta sera del 30...

«Nessuno mi ridarà mia sorella, ma ora giustizia è fetta». Roberto Bertozzi, imprenditore sanminiatese, fratello di Marinella, fece scattare le indagini dei carabinieri quella maledetta sera del 30 ottobre 2014. Dall’istante in cui si ritrovò davanti agli occhi il corpo pieno di lividi della sorella, non ha mai creduto alla morte naturale, come invece aveva certificato il primo medico intervenuto nella villetta di via delle Ceppate a Querce, nel comune di Fucecchio.

Da allora si è battuto con coraggio e determinazione per la ottenere la verità e una pena esemplare per l’assassino di Marinella. Nell’agosto 2016, aveva accolto con rabbia la sentenza di primo grado (diciotto anni a Benvenuti per morte in conseguenza di maltrattamenti): «È una pena troppo lieve per tutto quello che ha fatto e che è emerso anche durante il processo - aveva detto - ma non finisce qui: guardo avanti con fiducia: merita il carcere a vita».

Ieri pomeriggio Roberto, titolare della conceria Mizar di Santa Croce sull’Arno, era in aula quando i giudici della seconda sezione

penale della corte d'appello di Firenze hanno condannato Benvenuti a trent’anni,

per omicidio volontario aggravato: «È andata come doveva andare. Ho dovuto lottare tutto questo tempo nonostante la situazione fosse lampante. Purtroppo mia sorella non c’è più e nessuno può ridarmela, ma almeno ora so che l’uomo che l’ha uccisa ha avuto la condanna che merita». (f.t.)

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