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Colpita da meningite una donna di 28 anni

È il batterio di tipo “B”, scatta la profilassi per 25 persone

EMPOLI. Torna l’incubo-meningite. Non si tratta del batterio killer, quello di tipo C, che tra il 2015 e il 2016 ha ucciso quattro persone nell’area dell’ex Asl 11 (dove complessivamente si sono registrati decine di casi). Stavolta a far tornare la paura è il meningococcco B, che ha colpito una ventottenne, residente a Castelfiorentino, ora ricoverata nel reparto di terapia intensiva all’ospedale di Empoli. Le sue condizioni vengono definite «stabili» dai medici.

La donna - come ha spiegato l’Azienda sanitaria Toscana Centro - è arrivata al pronto soccorso del San Giuseppe nella tarda serata di domenica, accusando cefalea e febbre alta. È stata subito sottoposta agli accertamenti e alle cure del caso, con il coinvolgimento del laboratorio di immunologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Meyer. Che ieri ha confermato la diagnosi: meningite da meningococco di tipo “B” (per il quale la donna non è vaccinata, mentre si era sottoposta all’iniezione dell’antidoto per il “C”).

L'unità funzionale di Igiene pubblica del dipartimento di prevenzione di Empoli dell'Ausl Toscana Centro ha immediatamente attivato l'inchiesta epidemiologica e le procedure per la profilassi e sta sottoponendo a copertura antibiotica le persone che nei giorni scorsi hanno avuto contatti stretti e ravvicinati con la ventottenne. Che lavora in un'azienda commerciale di Firenze e svolge funzioni di tipo amministrativo senza contatto con il pubblico. Di conseguenza la cerchia di persone a rischio contagio è molto ristretta, anche perché «negli ultimi dieci giorni - spiega ancora l’Asl attraverso un comunicato stampa - non ha frequentato locali pubblici né utilizzato mezzi di trasporto pubblico».

Dunque - anche se ci sarà da fare i conti con la psicosi che si è scatenata ormai da un paio d’anni, complice il susseguirsi dei casi - la profilassi riguarda un numero contenuto di persone: «I contatti stretti sono limitati ai familiari, ai colleghi di lavoro e al personale sanitario. Si tratta in tutto una venticinquina di persone, che sono già state individuate» e per le quali la profilassi antibiotica è in corso.

L’Asl Toscana Centro ribadisce ancora una volta che «il meningococco è un batterio che non vive nell'ambiente esterno né all'interno, per cui non occorre chiudere i locali pubblici che possono essere normalmente frequentati, né occorre procedere a pulizia particolare o disinfezione degli stessi».

Si tratta comunque di «un microrganismo diverso rispetto al meningococco C responsabile dei casi verificatisi in Toscana nell'ultimo biennio. Infatti, a fronte di 60 casi dovuti al tipo C, quelli da meningococco B negli anni 2015-2016 sono stati 11, con un andamento sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti». Questo è il primo caso di meningite di tipo "B" del 2017 nel territorio dell'Empolese Valdelsa e il secondo del 2017 dell'Ausl Toscana Centro, dopo quello di un commerciante

di 55 anni, residente a Impruneta.

Buona notizia da Cascina. È tornato a casa il bambino di Cascina che era stato colpito da meningite C. Era ricoverato dal 17 dicembre all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze ed è stato dimesso ieri pomeriggio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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