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Il terremoto fa saltare la consegna dei soldi raccolti dall'Unione

I sindaci Paolo Masetti (Montelupo) e Giacomo Cucini (Certaldo) sorpresi dal sisma sulla strada per Arquata: «Che choc, ma torneremo». Partita la Misericordia

EMPOLI. Erano partiti per partecipare alla festa che doveva rappresentare la ripartenza di una comunità e consegnare i 48.000 euro (destinati al "Progetto Scuola" del Comune di Arquata) raccolti dall'Unione dei Comuni con il conto corrente aperto all'indomani del sisma che aveva colpito l'Italia centrale lo scorso 24 agosto. M a il terremoto di magnitudo 6.5 di domenica 30 ottobre alle 7.40, con epicentro tra Norcia e Preci ha trasformato quella che doveva essere una giornata all'insegna della solidarietà in un calvario, vissuto in prima persona dai sindaci Paolo Masetti (Montelupo) e Giacomo Cucini (Certaldo): «Ci trovavamo a Cossignano, un paese in provincia id Ascoli Piceno legato da un patto d'amicizia con Certaldo - racconta il delegato dell’Unione alla protezione civile Masetti -. Eravamo a circa novanta chilometri dall'epicentro ma è stato terribile: non avevo mai visto una cosa del genere».

I due sindaci - in rappresentanza di tutta l'Unione - sono comunque partiti per raggiungere Arquata del Tronto: «Ed è stato uno choc. Avevo visitato il paese pochi giorni fa. Era fortemente danneggiato, ma ora proprio non esiste più. La sagra della castagna, che avrebbe dovuto rappresentare il ritorno alla normalità e fare da scenario alla consegna dei soldi raccolti dall'Unione è stata ovviamente cancellata, ma abbiamo comunque voluto incontrare il sindaco per manifestargli la solidarietà di tutto il circondario, in maniera simbolica, con un abbraccio. La cerimonia vera e propria è stata invece rimandata a un momento diverso, spero a breve. Questo nuovo sisma ha messo in ginocchio questa gente che, faticosamente, si stava riprendendo e cercava di tornare alla normalità nonostante una situazione ancora difficile. Ma questo è un colpo di grazia».

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Cucini e Masetti sono rientrati nella tarda serata di domenica, con le immagini della distruzione stampate nelle loro menti: «Venendo via da Arquata - racconta ancora Masetti - abbiamo visto paesi che non esistono più. E' stato difficilissimo spostarsi per i tanti problemi legati alla viabilità. A questa gente va l'abbraccio, caloroso e pieno di solidarietà, da parte di tutti noi».

"Essere svegliati di colpo da una scossa di quella intensità - ha scritto Cucini su Facebook - è' una di quelle orribili sensazioni che probabilmente non dimenticherò mai nella vita. Non dimenticherò i tappeti di macerie fra le colline dei paesi cancellati, le voragini delle strade, e i massi venuti giù dalle montagne. Non dimenticherò le immagini degli appartamenti all'interno resi visibili dal crollo delle pareti. Non dimenticherò quel silenzio tombale che aleggia nei paesi. Non dimenticherò soprattutto i volti. I volti della gente disperata, dei volontari e forze dell'ordine che hanno visto tutto il lavoro di due mesi cancellato da un' altra scossa ancora più potente, quelli degli amministratori e amici che erano impegnati nella ricostruzione e nel dare speranza alle proprie comunità, quella speranza nuovamente abbattuta. Eravamo lì in delegazione per l'Unione dei Comuni, doveva essere una festa in cui consegnavamo i tanti soldi raccolti dagli 11 comuni ed è stato, invece, un altro capitolo della tragedia. Eppure, Michele Franchi vice sindaco di Arquata ci ha salutato dicendoci "grazie di cuore, non vi preoccupate noi siamo forti, ce la faremo, ma stateci vicini". Vicino a tutti coloro che stanno vivendo quella tragedia, continuiamo nell'eserci tutti insieme a loro e per loro". 

Intanto tre volontari della Misericordia di Empoli sono partiti per Assisi a bordo di un furgone carico di beni di prima necessità, che saranno messi a disposizione delle Confraternite per assistere le popolazioni colpite dal sisma del 30 ottobre.

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